ABBIGLIAMENTO CRUELTY FREE

 

Cruelty free significa "Senza Crudeltà". Sempre più spesso sentiamo parlare di Abbigliamento Cruelty free e Moda Vegan perché oggi acquistare prodotti cruelty free è una scelta profonda e intelligente, che identifica l’intenzione di salvaguardare molte specie animali e l’ambiente stesso, utilizzando produzioni di basso impatto ambientale, e, non per ultima, la nobile intenzione di migliorare così l’esistenza delle future generazioni.

Nel settore dell'abbigliamento la violenza sugli animali non è molto minore di quella del settore alimentare, e non è di alcuna utilità, in quanto possiamo rinunciare ad indossare pellicce e borse, scarpe e accessori in pelle, giacche imbottite con piume, foulard in seta e maglioni di cashmere, perché oggi sappiamo di avere alternative assolutamente valide e migliori con i materiali di origine vegetale!

Quali alternative offre oggi il settore abbigliamento per essere certi di fare una scelta cruelty free nell’acquisto di vestiario o scarpe, borse ed accessori? Vediamole assieme qui di seguito.

 

Alternativa alla pelle animale

Possiamo acquistare capi realizzati con materiali simili alla pelle, per consistenza e resa, ma assolutamente cruelty-free, quali la pelle vegetale o similpelle. La pelle vegetale viene creata artificialmente in laboratorio dall’uomo sfruttando le risorse di origine vegetale unite con processi chimici alle risorse di origine sintetica. È importante non confonderla con l’ecopelle, (l’etichetta ecopelle riporta la scritta UNI 11427), che è sempre pelle animale conciata con metodi a ridotto impatto ambientale.

Elenchiamo di seguito alcuni tipi di pelle vegetale con la quale si producono borse, scarpe e accessori moda:

  • AppleSkin è creata utilizzando gli scarti della produzione di mele, come bucce e torsoli; 

  • Fruitleatherche è creata sfruttando gli scarti della produzione di mango e non utilizza solventi tossici;

  • Ligneah è ricavata dal legno. È vegetale e vegana perché proviene da foreste di legno certificate e viene creata grazie ad un'innovativa tecnologia che permette di tagliare sottili fogli di legno da incollare su supporti in cotone. Non vengono utilizzati materiali tossici pericolosi per l'ambiente e la salute umana;

  • Malai è ricavata dall'acqua di cocco scartata dall'industria alimentare. Il processo di produzione non utilizza alcuna sostanza chimica nociva per l'ambiente;

  • Muskin è una pelle vegetale ricavata dal Phellinus Ellipsoideus, un fungo parassita proveniente dalle foreste subtropicali che cresce spontaneamente senza l'ausilio di sostanze chimico/tossiche;

  • Piñatex è una pelle vegetale ricavata dalle foglie di ananas; 

  • Rinnova è una pelle vegetale ricavata dalle parti non edibili del grano e 100% senza utilizzo di sostanze chimiche;

  • Vegea è una pelle vegetale ricavata dalla vinaccia, gli scarti della lavorazione del vino.

  

Alternativa alla lana

La lana, contrariamente al comune pensiero, non viene prodotta senza crudeltà verso gli animali.

La tosatura infatti avviene spesso in maniera cruenta e dolorosa, senza alcun riguardo per le pecore. E quando queste iniziano a produrre meno o peggiore qualità di lana, vengono destinate al macello.

Oggi possiamo trovare sciarpe, cappelli, guanti e maglioni cruelty-free prestando attenzione all’etichetta, perché spesso, nella composizione del capo, si può nascondere anche una certa percentuale di lana. 

Velluto, pile, flanella di cotone, ciniglia, acrilico e modal sono materiali cruelty free, alternativi e migliori della lana, perché non infeltriscono, non pizzicano la pelle e sono meno costosi. 

 

Alternativa ai piumini

Togliere le piume è un'operazione violenta e dolorosa per le oche e viene ripetuta ogni due mesi fino a quando la qualità delle loro piume peggiora e vengono destinate al macello.

Le piume d'oca possono essere facilmente sostituite con imbottitura sintetica, come il TirolWool o il Plumtech, sia nei giacconi che nei piumoni da letto. Prestate attenzione alle etichette per una scelta cruelty free!

 

Alternativa alla seta

I bachi vengono bolliti vivi per estrarre la seta dei loro bozzoli. Possiamo fare una scelta alternativa utilizzando fibre vegetali o sintetiche come la viscosa e il rayon.

 

Alternativa alla pelliccia e agli inserti di pelo

Gli animali vengono spellati vivi o solamente intontiti ma assolutamente coscienti al fine di preservare la lucentezza e la vivacità di colore del pelo, per poi essere lasciati morire agonizzanti tra atroci sofferenze. 

La consapevolezza dell’enorme violenza perpetrata ai danni degli animali ha raggiunto finalmente anche la coscienza di alcuni grandi stilisti di moda, che hanno bloccato la produzione di pellicce, sostituendole con le pellicce sintetiche ed ecologiche.

Per essere certi di fare una scelta cruelty free nell’acquisto di una pelliccia, sappiamo che non basta guardare che l’etichetta riporti la dicitura di ecologico o sintetico e preferiamo suggerirvi di prestare assoluta attenzione anche agli inserti di giacche, cappotti e borse che potrebbero essere realizzati con pellicce realizzate con cane o gatto. 

Le riconoscete se nelle etichette trovate, per i cani: Asian jackal; Asiatic racoonwolf; Asian wolf; Cane procione; Cane selvatico; Corsak; Corsak fox; Dogaskin; Dogue of China; Finnracoon (asiatico); Fox of Asia; Gae wolf; Gubi; Kou pi; Lamb skin; Loup d’Asie; Lupo Asiatico; Lupo cinese; Murmanski; Nakhon; Pemmern wolf; Procione asiatico: Sakhon; Sobaki; Special skin. È pelliccia di gatto, invece, se in etichetta c’è scritto: Gatto di Cipro; Gatto Lyra; Genette; Housecat; Katzenfelle; Lipi; Mountain cat; Wildcat; Special skin.

  

Alternativa al cashmere

È il cashmere vegetale, tessuto naturale estremamente soffice, ricavato dagli scarti della lavorazione dei baccelli e delle bucce della soia. Realizzato alla fine degli anni Novanta da un industriale di Shanghai per l’abbigliamento intimo, si è rivelato nel tempo un tessuto resistente ed elastico, traspirante e antibatterico, la sua brillantezza ricorda quella della seta e i capi si lavano tranquillamente sia a mano che in lavatrice e spesso non richiedono stiratura.

 

Le fibre tessili ecologiche

Oggi si producono capi di abbigliamento e biancheria intima Cruelty free con le fibre tessili ecologiche di canapa, cotone biologico e lana biologica, lino, ramia e con le fibre artificiali di bambo, Lyocell, modal, orange fiber e viscosa. 

Per produrre abbigliamento cruelty free tecnico, costumi da bagno, borse, accessori e imballaggi sostenibili si utilizzano le fibre sintetiche di bioplastica, newlife, econyl. Per le scarpe, borse e accessori si utilizzano fibre tessili ecologiche di canapa, caucciù, lino, juta e sughero.

 

Come riconoscere l’abbigliamento Cruelty Free 

L’abbigliamento e gli articoli come borse, scarpe, sciarpe, cinture e altri accessori di moda possono essere definiti Cruelty Free quando dispongono di almeno una di queste certificazioni tessili:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Certificazioni per il biologico

Le certificazioni di origine biologica sono applicabili sono ai capi di abbigliamento realizzato in fibre naturali: cotone, lino, canapa, seta, lana, pelle.

Non è quindi possibile assegnare un'etichetta BIO ad un prodotto realizzato ad esempio in poliestere.

 

Le certificazioni Biologiche nel settore abbigliamento sono sempre più richieste grazie soprattutto a questi vantaggi:

  • Sono prodotti ecologici che non hanno inquinato durante la produzione e che non inquinano l'ambiente con i successivi lavaggi e/o lo smaltimento del prodotto (biodegradabili).

  • La totale assenza di sostanze chimiche dannose per l'uomo evita l'insorgere di allergie da accumulo.

  • L'agricoltura biologica rispetta i diritti dei lavoratori. Un prodotto bio è sempre un prodotto etico.

  • Le fibre tessili biologiche danno una sensazione differente al tatto., soprattutto quando indossate a diretto contatto con la pelle (intimo, calze, t-shirt ecc).

  • L'abbigliamento biologico evita i fastidiosi odori dovuti al sudore.

 

 

 

Global Organic Textile Standard (GOTS)                                                                        Organic Content Standard (OCS)

              

 

Certificazioni per il riciclo di risorse

Alcune certificazioni tessili attestano l'utilizzo di grandi quantità di materiale riciclato. Sempre più aziende di moda ricercano questo tipo di prodotto, e sempre più aziende tessili sviluppano

* idee innovative per realizzare le future generazioni di filati tessili; 

* La plastica riciclata è sicuramente l'elemento più utilizzato;

* Le reti da pesca, la plastica industriale, i tappeti da appartamento.

* Scarti alimentari, come le arance, l'uva, le mele, il latte ed il mais. 

 

Rimanenze di tessuti o altre fibre sintetiche altrimenti destinate agli inceneritori. Ogni azienda che crea una nuova idea di fibra tessile, brevetta questa fibra con un marchio, che diventa un'etichetta e una garanzia di qualità.

                                                                               

 

Plastica Seconda Vita (PSV)                                                                                                 Global Recycle Standard (GRS)

              

 

Come per altre certificazioni promosse da Textile Exchange, anche Global Recycle Standard viene assegnato alle aziende che rispettano regole ambientali molto severe, ma anche i diritti sociali in tutta la filiera di produzione (sfruttamento, lavoro minorile, stipendi minimi, straordinari ecc). Acquistare prodotti certificati equivale a salvaguardare la salute del nostro pianeta, quella di noi esseri umani e di tutte le creature viventi.

 

Grazie a Voi consumatori sempre più consapevoli, l’abbigliamento può oggi prendere una direzione verso una produzione più etica e sostenibile, e totalmente Cruelty free!

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People for the Ethical Treatment of Animals (PETA) 

È una associazione animalista internazionale che si batte per i diritti animali operando nei settori degli allevamenti intensivi, dell’industria del divertimento, degli allevamenti da pelliccia e della sperimentazione e vivisezione.

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VeganOK 

È una certificazione che garantisce una produzione etica per i prodotti definibili Vegani. È molto diffusa in Italia soprattutto nei prodotti alimentari, ma il marchio si sta rapidamente diffondendo anche nel settore tessile.

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Lega Anti Vivisezione (LAV) 

È una associazione animalista Italiana che nasce con l’obbiettivo di fermare i test sugli animali effettuati dalle aziende di prodotti per la casa e la cosmesi. LAV ha ideato ANIMAL FREE FASHION, la prima iniziativa internazionale a favore di una moda etica e che mira a difendere tutti gli animali sfruttati nell’industria

dell’abbigliamento: quindi non solo animali “da pelliccia”, ma anche animali utilizzati come risorse di “piume”, “pelle”, “seta” e “lana”.

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