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Comunicato Stampa

​Ddl professioni cinofile, Enpa in Senato: “Necessaria regolamentazione. Stop a chi usa metodi che causano sofferenza  e interdizione definitiva per chi commette reati nei confronti degli animali”.

 

Roma, 25 maggio 2021 – “Necessaria una regolamentazione del settore. Oltre alle sanzioni già previste dalle leggi vigenti e dal Codice Penale, riteniamo necessario introdurre l'immediata cancellazione da ogni registro di chi esercita la propria attività, sia all'interno che all'esterno delle strutture, con metodi coercitivi o che causano sofferenza o dolore agli animali, prevedendo la totale interdizione per chi commette reati nei confronti degli animali”.

Così Giusy D’Angelo, componente della Giunta nazionale Enpa, in audizione oggi al Senato, in Commissione Agricoltura, sul Ddl sulla disciplina delle professioni del settore cinofilo.

Per l‘Enpa l’istituzione dei registri deve essere obbligatoria e univoca per tutte le regioni. Un registro unico, anche online, delle figure professionali sarebbe la migliore soluzione. “Come Ente Nazionale Protezione Animali – ha affermato Giusy D’Angelo - in quanto diretto gestore di numerose strutture nel territorio nazionale che offre formazione certificata a volontari, professionisti e proprietari, riteniamo la norma UNI 11790 del 2020 sia un riferimento prioritario e necessario, poiché il suo campo applicativo si estende anche al benessere animale”. Fondamentale poi la stesura di un codice deontologico per le buone pratiche sugli animali, sull'educazione, sul rispetto e sul senso civico. 

La D’Angelo ha affermato come per Enpa non sia plausibile l'istituzione di un organo di controllo interamente affidato ad una associazione privata e di carattere ludico-culturale. Un organo di controllo dovrebbe essere, semmai, costituito da varie figure professionali, compresi veterinari, tecnici e rappresentanti di associazioni con comprovata esperienza nel campo dell'educazione cinofila, della gestione di rifugi, del recupero di cani problematici e che abbiano una certificazione di qualità per la gestione dei rifugi e per la formazione. “L' Organo di valutazione – ha affermato Giusy D’Angelo - deve a nostro avviso seguire parametri certificati che permetta di individuare facilmente e in maniera univoca e chiara maltrattamenti, mala gestione o superficialità”. 

L’Enpa ha anche sottolineato l’importanza di distinguere i centri cinofili sportivi da quelli professionisti e ha aggiunto che pur accogliendo con grande favore la presenza nei canili di un tecnico di comportamento cinofilo che abbia la qualifica di DTP-B, ritiene sia fondamentale implementarla. In base all’esperienza diretta dell’Ente, infatti, una figura può realmente operare al massimo con 120 cani, considerando tra l'altro che, in molte strutture, sono presenti anche casi particolarmente problematici che richiedono del tempo. 

Infine, per Enpa è necessario che la formazione di tutto il personale del canile, nonché la gestione dello stesso, debba avvenire ad opera di soggetti in possesso della certificazione ISO 9001 del 2015, la norma internazionale per i Sistemi di Gestione per la Qualità.


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