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Comunicato Stampa

Manifestazione cinghiali: da Coldiretti esibizione di colossale ignoranza dei problemi di gestione faunistica per cercare visibilità. La politica ascolti il mondo scientifico e non agisca sull'onda della piazza.

 

Roma, 08 giugno 2021 - “Le proposte di Coldiretti in merito alla gestione dei cinghiali, che inneggia al libero far west, con i soliti, inutili e dannosi stermini, sono nel migliore dei casi scomposte e dilettantistiche, che ripercorrono le solite politiche antiche, contrarie al mondo scientifico e che sono già applicate da oltre 20 anni con un evidente peggioramento della situazione”. 
 
Questo il commento delle associazioni ENPA, LAC e LIPU.
È ormai noto che più caccia con meno regole ai cinghiali, aggrava enormemente i danni.  La maggiore responsabilità è  proprio della mala-caccia, da cui nessuno può chiamarsi fuori, condannata peraltro dal mondo scientifico e dalla stesso ISPRA. 
La causa è da ricercarsi nella cattiva gestione che ha prima introdotto i cinghiali sul territorio negli anni '70, e successivamente  destrutturato le relative popolazioni aumentandone il numero degli esemplari più giovani, meno "esperti" a ricercare alimentazione nelle aree naturali o seminaturali non coltivate. Sui danni della caccia e degli abbattimenti, dell’aumento della prolificità della specie per compensare le perdite, della poliandria e poliginandria, della dispersione del branco vi sono ormai numerosi studi scientifici.
 
“La politica e le istituzioni, anziché rincorrere gli umori di certe piazze  inizi proprio dal mondo scientifico e dalla applicazione della legge nazionale 157 del 92 che obbliga all’utilizzo dei metodi ecologici e prioritari, tra cui i numerosissimi strumenti di prevenzione, anche in merito alla sicurezza stradale.”
 
“Ci si ostina a pensare alla gestione faunistica in termini semplicistici e quasi banali, concentrandosi sugli animali, senza considerare mai le cause che spingono questi ungulati a spingersi nelle città.  Solo agendo su queste ultime si potrà ottenere un risultato. Ci rendiamo conto che si tratta di una situazione complessa, poiché molte sono le cause: oltre alla caccia in braccata e al bracconaggio, c’è la questione rifiuti, il disturbo causato proprio dagli abbattimenti nelle aree extraurbane, la presenza di grande degrado ambientale. Non è certo con soluzioni approssimative, che si può gestire scientificamente ed efficacemente la fauna.”


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