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Comunicato Stampa

Vademecum per i turisti del Nord che andranno in vacanza al Sud. 

Roma, 08/07/2021 - Forse non ne vedrete tanti di cani randagi in strada se trascorrete le vostre vacanze in un villaggio turistico o nel centro di località blasonate. Lì le amministrazioni comunali fanno in modo che non ce ne siano, ma se fate un viaggio passando da luoghi meno rinomati, nelle campagne o nelle periferie delle città, ne vedrete eccome. Di giorno, ma soprattutto la sera, in piccoli branchi, magari vicino ai cassonetti dell'immondizia alla ricerca di cibo. Oppure lungo le strade, anche a scorrimento veloce, o cuccioli imboscati sotto i cespugli, con o senza la madre, magari morta avvelenata.

ECCO ALCUNE COSE CHE DOVETE SAPERE

01) I volontari, di qualsiasi associazione siano, sono, appunto, volontari. Hanno un lavoro per mantenersi e dedicano il loro tempo libero ad aiutare gli animali in difficoltà. Non arrabbiatevi con loro se vi dicono che non possono scapicollarsi alle 3 di notte a recuperare un gattino in un cassonetto o un cane ferito in autostrada. Non sono i volontari le autorità preposte dalla legge italiana a intervenire sugli animali di strada in difficoltà, ma i vigili urbani a cui fare segnalazione. I vigili, a loro volta, devono allertare il veterinario ASP reperibile di giorno e di notte.

02) Che questa procedura di legge sia spesso vana e vigili e ASP non escano e i volontari sì, non è e non dovrebbe essere la norma. Quindi, se dovesse uscire un volontario non pensiate che, per forza, gestisca un rifugio per cani superattrezzato o un gattile a cinque stelle. Spesso, il gattino malato di rinotracheite o il cane ferito se lo portano a casa (dove hanno tanti altri randagi in transito) o in un piccolo terreno per cui pagano un affitto. Le cure veterinarie, il cibo e la successiva ricerca dell'adozione sono prassi che richiedono tempo, fatica e soldi del volontario e delle donazioni che ricevono. Ecco perchè sarebbe utile che, quando segnalate un animale in difficoltà e lo consegnate a un volontario, aiutaste comprando qualche scatola di cibo o un farmaco. Non è ovviamente vostro dovere per legge, ma è un atto di etica e di solidarietà.

03) Quando vedete cani e gatti non in difficoltà, cioè non malati, denutriti, maltrattati o in situazioni pericolose, offrite acqua e cibo, ma lasciateli dove sono. Spesso, segnalare significa (ammesso che le autorità competenti escano) rinchiuderli in canili da 1000 o 2000 cani dai quali non usciranno più data la scarsità di adozione sul territorio. Inoltre, nelle regioni del Sud a più alto tasso di randagismo la legge prevede che i cani siano sterilizzati, chippati a nome del comune, vaccinati e REIMMESSI SUL TERRITORIO con un tutor che li monitora e li nutre.

04) Se un animale è in una situazione di difficoltà all’interno di una proprietà privata (alla catena, in un tugurio inadeguato, denutrito, malato o ferito) chiamate le forze dell'ordine. I volontari sono privati cittadini come voi e non hanno modo di occuparsi di reati consumati all'interno delle proprietà private a meno che non siano Guardie zoofile volontarie che sono a tutti gli effetti forze dell'ordine. Non in ogni località ci sono nuclei di guardie zoofile, ma i volontari sapranno senz'altro dirvi se sul loro territorio ci sono oppure no. Spesso basta anche solo fare una ricerca in Internet. La mancata pratica della sterilizzazione dei cani femmina padronali con relativo "dono dei cuccioli" a conoscenti che a loro volta non sterilizzano è la principale fonte del randagismo al Sud. Le amministrazioni comunali sono, poi, spesso latitanti, non hanno convenzione con i canili e i cani persi, abbandonati o vaganti restano in strada, si accoppiano e crescono di numero. Le ASP che per legge dello Stato dovrebbero occuparsi delle sterilizzazioni dei cani (e dei gatti) senza padrone, spesso, non esistono sul territorio e laddove esistono effettuano un numero di sterilizzazioni insignificante rispetto al numero dei randagi


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