April 03, 2020

COMUNICATO STAMPA - Ente Nazionale Protezione Animali

L’Istituto Superiore di Sanità (ISS) fa chiarezza: non esistono evidenze che animali contagino, sono incolpevoli vittime. Enpa: si tratta di prudenza per la tutela degli animali”

Roma, 4 aprile 2020 -  “Non esiste alcuna evidenza che gli animali domestici giochino un ruolo nella diffusione di SARS-CoV-2 che riconosce, invece, nel contagio interumano la via principale di trasmissione.

Tuttavia, poiché la sorveglianza veterinaria e gli studi sperimentali suggeriscono che gli animali domestici siano, occasionalmente, suscettibili a SARS-CoV-2, è importante proteggere gli animali di pazienti affetti da COVID-19, limitando la loro esposizione”. Queste le parole del prof. Umberto Agrimi, direttore del Dipartimento sicurezza alimentare, nutrizione e sanità pubblica veterinaria dell’Istituto Superiore di Sanità che ha pubblicato sul sito un rapporto dal titolo “Infezione da SARS-CoV-2 tra gli animali domestici”.

L’Ente Nazionale Protezione Animali ringrazia il professore e tutto l’Istituto Superiore di Sanità per aver fatto chiarezza in un momento così delicato in cui è importantissimo ribadire che non vi è possibilità che gli animali domestici contagino gli umani. Nel rapporto viene sottolineato infatti come “gli animali siano stati incolpevoli “vittime”.

“Tuttavia – scrive l’ISS – la possibilità che gli animali domestici possano contrarre l'infezione pone domande in merito alla gestione sanitaria degli animali di proprietà di pazienti affetti da COVID-19. La raccomandazione generale è quella di adottare comportamenti utili a ridurre quanto più possibile l'esposizione degli animali al contagio, evitando, ad esempio, i contatti ravvicinati con il paziente, così come si richiede agli altri membri del nucleo familiare”. Questo in caso di positività al virus del proprietario, per tutelare l’animale. 

 

Per la presidente nazionale dell’Enpa si “tratta dunque di una prudenza per la tutela degli animali domestici” ed è un bene che sia l’Iss che l’Organizzazione mondiale per la salute continuino a sottolineare che non esiste nessun pericolo di contagio da animale a uomo. 

Il professor Agrimi ha anche ricordato nel rapporto che “gli animali domestici contribuiscono alla nostra gioia e al nostro benessere, soprattutto in periodi di stress come quelli che stiamo vivendo. In assenza di sintomi riferibili a COVID-19 e se non si è in isolamento domiciliare, passare del tempo con il proprio animale domestico e accompagnare il proprio cane nell'uscita quotidiana (nel rispetto della normativa) contribuisce a mantenere in salute noi stessi e i nostri amici animali”.

 

“Grazie di cuore per aver fatto chiarezza – afferma Carla Rocchi – Non c'è nessun allarme e anzi gli animali restano talvolta l'unica consolazione per chi è in quarantena. Quando è necessario le associazioni, e anche l'Enpa, si fanno carico degli animali che i proprietari non possono accudire. E ad esempio, insieme alla protezione civile, ci facciamo carico degli animali di persone ricoverate.

Cani e gatti ringraziano per l'attenzione: stiamo bene e la cosa che ci fa meglio è l'affetto dei nostri padroni, non facciamo male a nessuno e anzi, in questi momenti in cui si sta a casa, aiutiamo e solleviamo il morale delle persone". 

ENPA - ENTE NAZIONALE PROTEZIONE ANIMALI Ente morale, onlus

April 02, 2020

Coronavirus, nonostante l’emergenza Regioni pensano alla caccia. Le associazioni animaliste: comportamento gravissimo che viola le leggi e i decreti del Governo

In queste settimane, mentre l'Italia è in piena emergenza "Coronavirus", molte regioni, approfittando del comprensibile e basso livello di attenzione della opinione pubblica, stanno emanando provvedimenti a favore della caccia, a partire dalle leggine incostituzionali fino alle autorizzazioni per l'attuazione di piani di "controllo" della fauna, che consentiranno ai cacciatori-selecontrollori di uscire sul territorio in totale disprezzo ai provvedimenti restrittivi assunti dal Governo. 
Lo denunciano le associazioni Enpa, Lac, Lav, Lipu e Wwf Italia, che sottolineano come la "caccia e attività connesse" siano escluse da quelle che sono state autorizzate in quanto non differibili.
Alcune regioni, come l'Emilia-Romagna e il Veneto, continuano a mantenere attivi o ad attivare i "piani di controllo della fauna selvatica" non solo con personale pubblico - che potrebbe essere impiegato diversamente in questo periodo - ma anche con l'ausilio di operatori privati - ovvero cacciatori - consentendo loro di spostarsi all'interno delle rispettive province a nonostante le limitazioni introdotte per contenere il contagio. 
La Regione Sardegna ha trovato il tempo di approvare l'ennesima norma incostituzionale proprio sul controllo faunistico, dando la possibilità al proprietario di un fondo agricolo di coinvolgere liberamente, attraverso una delega, il cacciatore di turno.  Eppure, sono ben sei le sentenze della Corte Costituzionale che hanno bocciato analoghe leggi proprio perché introducevano figure private non contemplate dalla legge nazionale 157 del 1992 sulla tutela della fauna.

Ancora peggio, la Regione Piemonte che, noncurante della già grave pressione venatoria subita da molte specie di uccelli selvatici e dei richiami dell'Unione Europea ha formulato un nuovo disegno di legge per regalare ai cacciatori possibilità di sparo per altre 15 specie (delle quali molte versano in stato di conservazione sfavorevole), cancellando invece la norma che avrebbe consentito ai proprietari dei fondi di vietare la caccia sui propri terreni.  
Anche la Regione Puglia ha recentemente emanato un provvedimento che prevede l'aumento del numero dei rappresentanti delle associazioni venatorie nelle commissioni esami per il rilascio della licenza di caccia, da 3 a 6, a discapito della componente ambientalista. Il Lazio ha addirittura approvato una norma per la caccia nelle "aree contigue" del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, dove vive l'Orso marsicano già a rischio di estinzione. 
"Tutte queste misure - concludono le associazioni - determinano l'illegittimo abbassamento del livello di tutela dell'ambiente e della fauna selvatica previsto dalla normativa nazionale e sovranazionale e perseguono il solo ed unico obiettivo di ampliare i margini per lo svolgimento della pratica venatoria che, lo si ribadisce, è una mera attività ludica, violando addirittura i DPCM emanati a tutela della salute pubblica. Un atteggiamento che va davvero condannato, in un momento in cui dovremmo tutti sostenere le iniziative di sicurezza del Governo e operare solo e unitamente per il bene comune".

Fonte: www.enpa.it

April 02, 2020

Shenzhen sarà la prima città in Cina a vietare vendita e consumo di carne di cane e gatto

La città di Shenzhen, nella provincia meridionale cinese del Guangdong, è diventata la prima città cinese a vietare la vendita e il consumo di carne di cane e gatto oltre al divieto verso gli animali selvatici. Secondo il "Quotidiano del Popolo" cinese, Shenzhen, in quanto città di primo livello della Cina e centro internazionale di commercio e tecnologia, ha fatto un ulteriore passo estendendo il divieto a cani e gatti. I nuovi regolamenti, approvati martedì, entreranno in vigore a maggio. La massima legislatura cinese, l'Assemblea nazionale del popolo, ha dichiarato alla fine di febbraio di vietare il commercio e il consumo di animali selvatici. I governi provinciali e delle città di tutto il paese si sono mossi per far rispettare la sentenza, ma Shenzhen e' stata la più esplicita sull'estensione di tale divieto a cani e gatti. La pratica di mangiare carne di cane in Cina non è così comune; secondo il quotidiano la maggior parte dei cinesi non l'ha mai fatto e non vuole farlo.

Gli analisti hanno affermato che la legge di Shenzhen potrebbe essere promossa in più regioni della Cina poiché' si tratta di un passo positivo per migliorare l'igiene e la sicurezza alimentare; ma per le persone che avevano il diritto di mantenere le loro tradizioni i governi locali potrebbero prendere in considerazione normative più specifiche per aiutare le persone a cambiare o consentire il consumo di carne di cane in base a rigide normative sanitarie in quelle regioni specifiche.

Fonte: www.enpa.it

January 13, 2020

Gli animali al tempo dell’emergenza Coronavirus: il vademecum dell’Enpa. Anche in versione pdf scaricabile

Gli animali non trasmettono il coronavirus: continuiamo a dirlo con molta chiarezza. Ma cosa cambia nel nostro agire quotidiano in questi giorni di emergenza? Cosa possiamo fare e cosa non dobbiamo fare per la tutela della salute di tutti?

In questi giorni Enpa ha ricevuto migliaia di quesiti. 

Abbiamo realizzato un vademecum, che alleghiamo, anche in formato stampabile. Non stampare se non necessario, per non sprecare carta. Potete condividere il vademecum. Ma attenzione: il vademecum, a causa delle continue novità, potrebbe essere aggiornato in ogni momento.

SCARICA E DIFFONDI IL VADEMECUM DELL'ENPA

Fonte: www.enpa.it

March 12, 2020

⚠️ CHIUSURA DEI RIFUGI E.N.P.A. DI VERONA ⚠️

Viste le disposizioni per contrastare la diffusione del coronavirus, i rifugi Enpa della città

- rifugio di Via Barsanti 19/b...
- gattile di Via Seconda Traversa Spianà 48/a

CHIUDONO UFFICIALMENTE AL PUBBLICO!!!

Sono sospese le visite, le adozioni, le consegne del materiale (cibo, coperte, cucce...)da parte del pubblico.

La chiusura si protrarrà fino al 13 di aprile 2020, salvo revoche o nuovi sviluppi.

I nostri volontari continueranno a prendersi cura dei nostri ospiti con la stessa dedizione e passione che ci contraddistingue!

E quando tutto questo sarà finito, ripartiremo più forti di prima!!

Noi continuiamo a prenderci cura dei nostri ospiti ma #voirestateacasa

💪🏻🐶🐱💪🏻

 

March 11, 2020

CORONAVIRUS. LE REGOLE PER LA GESTIONE DEGLI ANIMALI DOMESTICI DEL COMUNE DI VERONA

La necessità di rimanere in casa per limitare la diffusione del Coronavirus influisce anche sulla gestione degli animali domestici. Tutti gli amanti degli animali devono rispettare semplici regole per accudire al meglio il proprio amico a quattro zampe anche durante queste settimane.

 

È possibile portare fuori i propri animali da compagnia, ma va limitato al massimo il periodo in cui si sta fuori casa e vanno sempre evitati gli assembramenti. Rimangono aperte le Aree Cani, ma l’invito è di entrare uno alla volta e di far rimanere il proprio cane solo il tempo necessario.
I proprietari degli animali possono recarsi dal veterinario, ma solo per visite strettamente urgenti e previo appuntamento telefonico. Per evitare sale d’attesa affollate, può andare dal veterinario un solo componente della famiglia.
Anche i coadiuvanti e i volontari, che si occupano della gestione dei rifugi animali e delle colonie feline registrate, devono rispettare la normativa sugli spostamenti. Pertanto, possono muoversi per andare a nutrirli, ma devono compilare l’autocertificazione ed essere in possesso del patentino vidimato dal Comune.

 

“È possibile portare fuori i cani per le loro necessità quotidiane – dice il consigliere delegato alla Tutela e Benessere degli Animali Laura Bocchi –. È però importante evitare contatti con altre persone e limitare al massimo il tempo di uscita. Per quanto riguarda l’alimentazione ed il controllo degli animali nei rifugi o i gatti delle colonie registrate, è permesso lo spostamento che va confermato con un’autocertificazione a cui seguiranno i dovuti controlli. I coadiuvanti alla gestione delle colonie feline, che sono tutelate dalla Legge Regionale 60/93 e per cui è importante mantenere monitoraggio e gestione per la loro salvaguardia e per garantire la salute pubblica, sono invitati a uscire anche con il patentino vidimato dal Comune di Verona, che darà prova dell’operato a nome dell’Amministrazione. Buonsenso impone che i volontari si muovano da soli e per il più breve tempo possibile”.

 

“Ad oggi non vi sono evidenze scientifiche che i pets possano essere infettati da Covid-19 e di conseguenza trasmetterlo. Questo deve essere ben chiaro per non scatenare un aumento di cani/gatti abbandonati o in condizione di sotto-accudimento – dice il direttore dei Servizi di Igiene Urbana ed Animale ULSS9 Stefano Adami -. Ai proprietari in quarantena per Coronavirus, la World Small Animal Veterinary Association raccomanda di tenere con sé gli animali da compagnia e permettere che siano accuditi anche con passeggiate all’esterno da parte di parenti o amici, di tenere i gatti all’interno dell’abitazione, di provvedere alle cure di eventuali pets che rimangono nell’abitazione nel caso in cui i loro proprietari abbiamo familiari o amici ospedalizzati da accudire. Alla luce gli ultimi D.P.C.M. governativi è necessario precisare che tutte le attività di natura assistenziale, in primis alimentazione e idratazione, rivolte ai pets rientrano a pieno titolo nelle prestazioni assistenziali e giustificano i nostri spostamenti sul territorio per comprovata esigenza di servizio. Gli operatori volontari che effettuano tali servizi di cura devono tenere in auto l’autocertificazione e se sottoposti a controllo è indispensabile abbiano documentazione rilasciata dall’Azienda Ulss o dal Comune dove si evinca il ruolo e la funzione affidata”.

 

“Non c’è trasmissione diretta del Covid-19 tra animali e uomo – dice il presidente dell’Ordine dei Veterinari di Verona Fabrizio Cestaro -. Si raccomanda comunque, a scopo puramente precauzionale ed utile a 360°, di lavare le mani frequentemente con acqua e sapone o usando soluzioni alcoliche dopo il contatto con gli animali. È importante ribadire che le strutture veterinarie rimangono aperte per la cura degli animali, essendo i veterinari esercenti di pubblica utilità per la salute animale, con risvolti anche su quella umana. Si richiede però ai proprietari degli animali, in questo particolare momento, di richiedere visite strettamente urgenti, e di posticipare trattamenti di profilassi e o di controllo a fine emergenza sanitaria. Dal veterinario deve andare un solo componente della famiglia, previo appuntamento telefonico, perché le sale di attesa non vanno affollate. Inoltre si sottolinea che i colleghi veterinari si adopereranno per turnare lo staff, ridimensionandolo il più possibile, in base a richieste e priorità, filtrandole possibilmente attraverso un triage telefonico, al fine di capire quali siano i pazienti che richiedono cure immediate e quali possano essere rimandati”.

Fonte: ufficiostampa.comune.verona.it

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