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PROCESSIONARIA 

Indicazioni di base per i pet parent

 

Siamo nel pieno della stagione primaverile e, come ogni anno, si presenta il rischio di incontrare la processionaria del pino (Thaumetopoea pityocampa) e la processionaria della quercia (Thaumetopoea processionea).
Vediamo brevemente di cosa si tratta e come possiamo riconoscerla per evitare danni a persone, animali ed alberi.

Si tratta della fase larvale di un lepidottero che, in autunno, depone le proprie uova sui rami di alcune piante (pino, abete e quercia, a seconda della specie), formando grossi nidi di seta facilmente riconoscibili, come quello nell’immagine a inizio articolo.

​Quando arriva la stagione primaverile, le larve divorano la vegetazione dell’albero che ospita il nido. In seguito, questi bruchi coperti di peluria scendono dall’albero in una curiosa fila ordinata (da qui il nome processionaria), che le rende facilmente riconoscibili.

È questa la fase in cui sono maggiormente un pericolo per persone e animali, a causa della loro peluria estremamente urticante.

Se doveste incontrare lungo il vostro percorso questa sgradevole “processione”, o se doveste individuare su un albero i nidi, mantenetevi a distanza e impedite a bambini e animali di avvicinarsi.

Se si entra in contatto con questi bruchi è importante agire tempestivamente: vediamo cosa fare se dovessimo trovarci con il nostro animale domestico in questa situazione.

Il mio cane/gatto ha toccato un bruco di processionaria, quanto è grave?

La gravità del danno dipende molto dalla zona colpita:

  • quando il contatto avviene sulla pelle (ad esempio, la zampa) il danno è normalmente modesto e si presenta come un fastidioso eritema che può dare molto prurito ma che si risolve in qualche giorno.

  • Quando vengono colpite le mucose (naso, bocca, lingua, vie respiratorie…) il danno è nettamente più grave e simile ad un'ustione che, se non trattata tempestivamente, può portare a necrosi del tessuto colpito.

Come accorgersi se il nostro cane/gatto è entrato in contatto?

 

I primi sintomi sono intensa salivazione e forte ingrossamento della lingua; aspettare non farà che aggravarli.

In seguito, possono aggiungersi altri sintomi, tra cui febbre, rifiuto del cibo, vomito e diarrea.

Cosa fare in caso di contatto?

 

È indispensabile recarsi dal veterinario il prima possibile.

Non perdere tempo a cercare online rimedi fai da te, farete solamente progredire il danno.

L’unica cosa che potete fare per rallentare l’aggravarsi della ferita è sciacquare abbondantemente con acqua la parte colpita. Occorre però fare molta attenzione nel caso di ferite nella bocca dell’animale: rivolgete sempre il getto d’acqua dall’angolo della bocca verso il naso dell’animale, mai verso la gola, altrimenti porterete le setole urticanti ancora più in profondità nel cavo orale, aggravando la situazione.

Una volta lavata la ferita, la corsa dal veterinario è comunque inevitabile.

Non somministrate farmaci di libera iniziativa, seguite esclusivamente le indicazioni del veterinario.

 

Un modo sicuramente efficace per ridurre il rischio di contatto con i bruchi è individuare nel periodo autunnale e invernale i nidi sugli alberi e provvedere a contattare un professionista o segnalarlo alle autorità competenti (ufficio ambiente del comune, vigili, …), in modo che sia rimosso in sicurezza e sia limitata la diffusione di questo insetto. È assolutamente sconsigliato il fai da te per la rimozione dei nidi dall’albero.

I volontari ENPA Verona

 

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