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STORIE A LIETO FINE - CAMILLA

Questo mese vi proponiamo la storia di Camilla una bellissima soriana simil bengala arrivata in gattile otto anni fa per “problemi comportamentali”, così diceva il suo ex proprietario, secondo il quale, era una gatta che attaccava all’improvviso, pericolosa, per cui non la poteva più tenere.

Arrivata da noi è rimasta circa un anno, i suoi occhi si sono incrociati con quelli di Laura, una nostra volontaria ed… è nato l’amore!

 

1. Ciao Laura, cosa ti ha spinto ad adottare una gatta un po' "difficile" come Camilla, tra i tanti più facili da gestire presenti in gattile?

Ciao, sono volontaria da tanti anni e con mio marito avevo adottato da Enpa Verona nel 2009 una gattina con problemi neurologici che si chiamava Desy. Lei ha vissuto con noi 6 anni, anziché 6 i mesi previsti dal neurologo che la visitò, ed era praticamente identica a Camilla, una splendida simil Bengala. La stessa settimana in cui è morta Desy, al mio turno di volontariato ho conosciuto Camilla, che era appena arrivata in gattile e subito ho pensato di avere le allucinazioni per la somiglianza impressionante tra le due e mi sono commossa.

Inizialmente era in gabbia, come da protocollo di ingresso, ma nonostante le raccomandazioni di stare attenti perché aveva mostrato problemi comportamentali della tipologia “Sindrome della tigre”, era sorprendentemente dolce e serena, tanto da far pensare che fosse stata errata la sua diagnosi.

Ho detto subito, fin dal primo giorno a Camilla, che era identica alla mia Desy, che avevo amato tanto e che, se fosse stata d’accordo, sarebbe venuta a casa a vivere con me.

Liberata poi con tutti gli altri, ad ogni turno mi aspettava sul vialetto, mi guardava, mi salutava col suo breve tipico miagolio “mè” e si strofinava sulle mie gambe. Mentre mi prendevo cura di chi doveva fare delle terapie, mi seguiva sempre, mi stava vicina. Le ripetevo sempre che volevo portarla a casa, la prendevo in braccio senza preoccuparmi, perché sentivo davvero forte dentro di me di volerla e lei sembrava capirlo.

Mentre i mesi passavano eravamo arrivate a stare qualche minuto con la fronte appoggiata l’una sull’altra, lei amava stare nel cestino sopra al frigo. Oltre a parlarle ed accarezzarla, le dedicavo sempre del tempo anche se c’era tantissimo da fare al turno.

Nel tempo che ha vissuto al gattile, tanti mesi, non aveva mai mostrato nessun problema di comportamento: con nessun altro gatto e nessun volontario, avvalorando l’idea che fosse stata incompresa da altri.

Si voleva per lei un’adozione super sicura perché non venisse riportata in gattile e abbiamo approfittato di questi mesi di osservazione per riflettere bene, ho parlato a lungo con la nostra responsabile del gattile, per capire se potessimo essere noi gli adottanti giusti per lei, come famiglia e come casa. Volevo essere sicura al 100% che sarebbe stata bene con noi, perché riportare un gatto in gattile è qualcosa di terribile e devastante, che non deve accadere mai più.

2. Cosa ti ha colpito della gatta la prima volta che l'hai vista?

Che era identica a Desy, anzi, anche se mi dispiace un po' dirlo, era ancora più bella, con quello “sguardo un po' rock”, dico io, di una gattina che si fa coraggio e va avanti; tutte e due sono state coraggiose nella loro vita … Camilla ti parla con gli occhi e ha imparato a fidarsi di nuovo delle persone, a non avere paura… fa dei brevi miagolii, impari a conoscerli tutti e lei conosce le parole base degli umani ed è di un'intelligenza incredibile, che secondo noi è propria di questa specie simil Bengala, meravigliosa.

Mio marito quando l’abbiamo portata a casa, aveva avuto bisogno di qualche minuto da solo, mentre l’accarezzava, era molto commosso. Gli chiesi se fosse per la somiglianza a Desy, se questo lo facesse soffrire e lui rispose che gli sembrava di rivedere lei, ma non era affatto triste: era così grato e felice che gli veniva da piangere. Sono stati davvero momenti che ci hanno toccato forte il cuore.

3. Da quanto tempo Camilla è a casa con te?

Dall’estate del 2018, sono passati 7 anni quest’anno e lei ora ne ha 12.

4. Come sono stati i primi tempi di convivenza? qual era il suo comportamento?

Era molto curiosa e dopo i primi giorni di adattamento in una stanza sola, ha girato per casa con un’attenzione molto più evidente, rispetto ad altri gatti prima di lei. Abbiamo osservato il suo comportamento a casa, per individuare qualsiasi spazio scegliesse. Ama stare in alto e le abbiamo predisposto questa possibilità nelle stanze. Era davvero molto vigile, ma non tesa, ci studiava e si è presa a cuore subito ognuno di noi, anche di Matteo nostro figlio, che allora aveva 5 anni ed era davvero molto vivace.

5. Hai altri animali in casa? Ce li presenti brevemente?

Nella nostra famiglia ci sono altri due gatti, Ninja è un gatto nero fantastico e buonissimo che ha 17 anni e affronta i primi problemi della vecchiaia e Hood l’ultimo arrivato, un gatto grigio tutto particolare su cui scherziamo ipotizzando sia incrociato con un lupo mannaro, data l’indole. Sono entrambi trovatelli salvati dalla strada, direttamente o tramite conoscenti, li abbiamo adottati che erano veramente piccoli, piccoli. Con Ninja, Camilla ha un rapporto di amore totale, è come fosse il suo compagno, si prendono cura l’uno dell’altra e sembrano una coppia di innamorati. Con Hood gioca molto, si divertono assieme.

6. Nel rapporto con Camilla, cosa dai e cosa ricevi ogni giorno?

Sono e siamo sempre stati tutti attenti a lei, affinché fosse a suo agio e serena. Abbiamo imparato a prenderci cura di lei conoscendola, evitando rumori forti e improvvisi che la possono mettere in stato di allarme istantaneo o le situazioni di stress, quali la gelosia per altri gatti. Una volta facevo stalli di gatti in una stanza libera, ma abbiamo capito che questo le creava sofferenza nel tempo prolungato, rischiando di metterla in crisi.

Ha accettato Hood, l’ultimo arrivato, grazie anche al suo senso di accudimento, ha fatto un po' da mammina per lui, che era piccolissimo, ma con altri ospiti in casa si è mostrata nervosa e insofferente. Facciamo tutto ciò che serve perché non si senta mai in tensione, ma amata, accudita e rispettata. Viene nominata tantissime volte da tutti, sa sempre quando stiamo parlando di lei e socchiude gli occhi! Questo ci fa sorridere. Ha anche una stanza tutta per sé quando vuole stare da sola, dove ha imparato a rilassarsi. È la stanza dove studiamo e lavoriamo da casa quando serve, dove io preparo le lezioni di yoga e faccio meditazione e lei vuole sempre esserci: se ci vado da sola, mi chiama per aprirle la porta. Certo, è come avesse una suite, non le manca davvero nulla, ma non è stato un volerla viziare, quanto un darle ogni benessere per poterla tenere con noi, per sempre.

Lei ci da tutta sé stessa, veramente. È una gatta che sa capire tutto e che ci sorveglia con tantissimo amore. Qualsiasi giornata abbiamo, lei deve capire come sta ognuno di noi e di notte spesso fa il giro dei letti, si assicura di distribuire le fusa a tutti e che dormiamo tutti bene!

È una gatta che ha un compito importante: sopportare tutti noi!

7. Cosa comporta adottare un gatto un pochino "impegnativo"? Che accortezze bisogna avere?

Bisogna che questa scelta maturi nel tempo e venga discussa bene con tutti in famiglia e non per ultimi con i responsabili di Enpa. Non deve essere una scelta veloce, si deve valutare di avere per l’animale tutto ciò che serve per le sue condizioni e peculiarità e di poterlo garantire per sempre.

Un animale già rifiutato da una famiglia, porta una ferita profonda dentro di sé e non deve essere rifiutato mai più. Ci vuole tanta pazienza e umiltà nel mettersi a sua disposizione e non certo con l’atteggiamento mentale di considerarlo solo un animale e che lo sforzo di adattamento debba essere solo ed esclusivamente da parte sua. Non sono solo animali, non basta dargli loro cibo, acqua e un posto dove stare, quelli impegnativi soprattutto.

8. Rifaresti la stessa scelta? Perché?

Si, perché ce lo ha dettato il cuore, perché è stato anche il destino, una seconda occasione per noi. Desy ci aveva fatto il dono di vivere a lungo, pregavamo per lei, ma non poteva vivere eccezionalmente di più di così, per i suoi problemi neurologici irreversibili. Avere “un’altra lei”, che però può correre e saltare, fare i suoi bisogni da sola e che ha “solo” bisogno di essere capita, amata e di poter credere di nuovo negli esseri umani… è stato un regalo per noi… la sua fiducia e il volerci così bene poi, lo sono stati ancora di più.

9. Cosa ti senti di consigliare a chi vorrebbe adottare un gatto ed è titubante?

Consiglierei in generale di non adottare un gatto per moda, per sfizio del momento, di non farlo con superficialità, soprattutto se è un gatto impegnativo. Scegliete con il cuore, ma anche con la testa, soprattutto se non è un cucciolo che impara magari più facilmente le regole di casa e come comportarsi.

Se è un gatto già adulto che ha un vissuto alle spalle e l’abbandono da superare, richiede un po’ più di pazienza, ma l’amore che si instaurerà nel tempo, sarà totale e speciale e vi assicuro non paragonabile a niente altro!

 

Grazie Laura per l’adozione!!

 

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