PROGETTO SERENA – CANI ALLERTA DIABETE

- INTERVISTA A CRISTINA CESARETTO, referente di zona -

1. Ci può spiegare brevemente di cosa si occupa tale progetto?

Progetto Serena si occupa della preparazione di cani allerta diabete tramite una rete di istruttori volontari che sono stati preparati (seguendo un percorso di circa due anni) dal progetto stesso.

2. Che caratteristiche deve avere un cane per seguire questo percorso?

In realtà non ci sono caratteristiche particolari che rendano un cane adatto a questo percorso, in quanto tutti i cani, per natura, dispongono di un olfatto molto sviluppato, ed è questo l'unico elemento indispensabile.

Diciamo che, durando il percorso circa 24 mesi, si sconsiglia di scegliere un cane anziano (anche per un discorso di inevitabile declino fisico) ed anche cani dal carattere molto indipendente. Non esiste nemmeno una razza più indicata.

Attualmente sto preparando un meticcio adottato proprio al rifugio ENPA due anni fa circa di nome Cookie, che assiste una ragazza di 17 anni e si sta comportando decisamente bene. 

La cosa fondamentale è sempre il rapporto che si instaura tra la persona affetta da diabete e l'animale. 

 

3. Quali sono gli elementi che fanno capire al cane che la glicemia si sta abbassando o alzando?

Sono i VOC (composti organici volatili), in parole molto semplici sostanze che l'organismo umano rilascia nell'aria e che i cani sono in grado di percepire e riconoscere. Si parla spesso di "odori" anche se questa è una definizione limitativa. 

 

4. Il cane, come segnala queste variazioni glicemiche?

La modalità di segnalazione dipende da molti fattori. Si può dire che ogni cane ha una propria modalità, anzi più d'una, a seconda della situazione.

Ci sono animali che segnalano abbaiando, altri leccando la persona diabetica, altri annusandola, altri ancora con una zampata.

E' importante che la segnalazione, durante l'istruzione, sia verificata e corretta, se serve, dall'istruttore.

Un cane di taglia grande, ad esempio, sarà meglio non segnali con una zampata perché la sua mole potrebbe rendere questa segnalazione fastidiosa se non pericolosa. Pensiamo ad esempio ad un cane abbinato ad un bambino diabetico.

Il cane, inoltre, può scegliere una modalità diversa se non compreso o se le circostanze lo richiedono. E' il caso di allarmi da parte dell'animale che la persona diabetica non riesce a cogliere (pensiamo ai bambini piccoli  o ad una persona che ha perso i sensi a causa della variazione glicemica). In questo caso, al cane viene insegnato ad andare a chiamare un familiare oppure ad azionare un dispositivo che fa partire delle chiamate telefoniche preimpostate.

 

5. Questo percorso da voi intrapreso, è in forma sperimentale o è stato approvato da qualcuno del settore?

Dopo anni di perfezionamento del protocollo ideato da Roberto Zampieri (fondatore del progetto), nel 2020 era partita una importante collaborazione con l'Università di Verona di Medicina al fine di poter dare valenza scientifica al programma, secondo un preciso protocollo scientifico. Purtroppo l'avvento del Covid ha creato non pochi problemi, ma la collaborazione con l'ente continua e contiamo di riprendere appena cessata l'emergenza sanitaria.

 

 

6. A chi si deve rivolgere una persona diabetica per avere un cane "allerta diabete" ? quali requisiti deve possedere?

Per informazioni si può scrivere una mail a info@progettoserenaonlus.it e concordare un incontro per conoscere nei dettagli il programma.

Chi sceglie di volere un cane allerta diabete deve essere consapevole che il cane non si sostituisce a nessun farmaco e a nessun dispositivo medico. Il cane è un alleato utile, un amico fidato e al quale dare fiducia, ma non sostituisce il medico. Questo è un concetto che la persona diabetica, e la sua famiglia, devono avere ben presente.

 

7. Ancora una volta i cani ci vengono in aiuto, vuole fare una riflessione su questo?

I nostri amici cani hanno capacità incredibili che, quando opportunamente valorizzate, possono essere realmente d'aiuto.

La loro sola compagnia è un sostegno e un toccasana per il nostro benessere psicologico. 

Troppo spesso il rapporto uomo-cane (se escludiamo i cani impegnati in attività specifiche) rimane superficiale e pensare che basterebbe osservare meglio i nostri amici pelosi per potere leggere gli infiniti segnali che costantemente ci mandano rafforzando la comunicazione e, di conseguenza, la relazione.

 

Grazie per la disponibilità!

 

I volontari ENPA sez. Verona

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Nella foto Cookie, il cane  assistente

 

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