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Comunicato Stampa

Caccia - Enpa: “Il DDL 1552 è un attacco al cuore del diritto ambientale italiano. Firmate per fermare la caccia”

L’Ente Nazionale Protezione Animali (Enpa), già intervenuto in audizione mercoledì 16 luglio al Senato, ha denunciato con forza il contenuto del disegno di Legge 1552, sostenuto dal Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida con le prime firme dei capigruppo della Destra Malan, Romeo, Gasparri e Salvitti.

Una proposta che non rappresenta una riforma della legge 157/1992, ma un suo completo smantellamento. E invita a firmare la proposta di legge di iniziativa popolare per vietare la caccia in Italia.  

Animalisti Italiani, ENPA, LAC, LAV, LNDC Animal Protection e OIPA hanno unito infatti le forze per dire una volta per tutte STOP CACCIA!

A rappresentare l’associazione in audizione al Senato per Enpa è stata Annamaria Procacci, dell’Ufficio Fauna Selvatica di ENPA ed ex parlamentare dei Verdi, tra i promotori originari della legge 157. “Questo disegno di legge è un favore alle lobby venatorie, non ha basi scientifiche e tradisce la Costituzione e l’Europa”, ha dichiarato, sottolineando come la fauna selvatica sia un patrimonio indisponibile dello Stato, da tutelare, non da mercificare.

 

ENPA ha elencato in audizione le criticità principali:

• L’eliminazione della data di chiusura della stagione venatoria (oggi fissata al 31 gennaio con posticipo a condizioni rigorose al 10 febbraio), aprendo alla possibilità di caccia anche nei mesi di migrazione e nidificazione, in violazione della Direttiva Uccelli;

• Il rilancio della pratica dei richiami vivi, anacronistica e crudele e già condannata dalla Corte di Giustizia europea, che alimenta il bracconaggio e il traffico illecito di fauna;

• La marginalizzazione dell’ISPRA, istituto scientifico nazionale di riferimento, il cui parere vincolante viene cancellato;

• La possibilità di ridurre le aree protette nelle Regioni che tutelano più del 30% del territorio, in pieno contrasto con la giurisprudenza costituzionale e amministrativa;

• L’apertura alla caccia nelle foreste demaniali, aumentando i rischi per la sicurezza dei cittadini;

• L’equiparazione delle licenze di caccia estere, per attrarre il turismo venatorio, senza garanzie di formazione o conoscenza delle norme italiane.

 

Questo provvedimento mercifica la fauna selvatica e ignora i principi dell’articolo 9 della Costituzione, che tutela l’ambiente e la biodiversità anche nell’interesse delle future generazioni” – ha affermato Procacci. “È una legge fatta su misura per favorire la deregulation venatoria, senza alcun rispetto per il patrimonio naturale del Paese.”

 

Durante l’audizione Enpa ha chiesto il congelamento del DDL 1552 e ha proposto un intervento alternativo, semplice e incisivo: abrogare l’articolo 842 del Codice Civile, che consente l’ingresso dei cacciatori nei fondi privati senza autorizzazione. “Questo sì che sarebbe un gesto concreto a favore degli agricoltori e dei cittadini.”

 

Una proposta di legge popolare per dire basta

La proposta è etica, moderna e costituzionale:

• vieta la caccia su tutto il territorio nazionale,

• introduce metodi non cruenti di gestione della fauna,

• garantisce convivenza, legalità e sicurezza.

 

Raggiungere il quorum significa portare in Parlamento una legge che difende la biodiversità e i diritti degli animali, in linea con l’articolo 9 della Costituzione e CON l’articolo 13 del Trattato SUL FUNZIONAMENTO DELL'UNIONE europea.

 

 Scopri dove firmare su: https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/4100011

 

 

 ENPA - ENTE NAZIONALE PROTEZIONE ANIMALI Ente morale, ovd
Sede centrale: Via Attilio Regolo, 27 - 00192 Roma
Ufficio Stampa Michele Gualano, Laura Muzzi

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