News

Notizie dall'Italia, dal mondo e dalle nostre strutture con protagonisti gli animali.

01 Maggio 2021

GATTI ADOTTATI - Aprile 2021

Adeus, adone Leo, piccolo Red, Ricky, Altea, Gaston, Antoine, dolcissima Sweet.
Auguriamo ai nostri amici e alle loro nuove famiglie una lunga vita di complicità e affetto!

01 Maggio 2021

CANI ADOTTATI - Aprile 2021

Giove, Bobo, Pippi, Tobia, Nikita, Ares, Tobia scatenello, Salsiccia, Ozzy, Iole, Benny, Alyssa, Petra.
Auguriamo ai nostri amici e alle loro nuove famiglie una lunga vita di complicità e affetto!

01 Aprile 2021

GATTI ADOTTATI - Marzo 2021

Gattone Lord FIV positivo, Aslan, Meo, Efram, John, Cleo, Aladdin e Jack FIV positivo.
Auguriamo ai nostri amici e alle loro nuove famiglie una lunga vita di complicità e affetto!

01 Aprile 2021

CANI ADOTTATI - Marzo 2021

Leo, Yoda, Clotilde, Poppy, Pippo, Amelia, Smilla, Frack e Claus (adozione del cuore).
Auguriamo ai nostri amici e alle loro nuove famiglie una lunga vita di complicità e affetto!

01 Marzo 2021

GATTI ADOTTATI - Febbraio 2021

Celeste, Simone, Mario, Koby, vecchietto Alfred, Raffi, Cleopatra, Chanel, Chopin, Cosmo, Burt, Thymoty, Sacher, Mizzy, Crystal, Bianca, Caterina, Minerva, Heart.
Auguriamo ai nostri amici e alle loro nuove famiglie una lunga vita di complicità e affetto!

01 Marzo 2021

CANI ADOTTATI - Febbraio 2021

Tabata, Fred, Chupito, Maia, Sandrone, Leo, Falco, Sasha, Arco, Chiara e Lara.
Auguriamo ai nostri amici e alle loro nuove famiglie una lunga vita di complicità e affetto!

15 Febbraio 2021

I doni da parte di Gardalanding e Balzoo

Grazie ancora a #GardaLanding e a #Balzoo che, anche con l'aiuto di tanti amici degli animali, ci hanno fatto una, seconda donazione di 280 kg di cibo e circa 80 tra guinzagli, collari e pettorine! Cosa dire se non il nostro GRAZIE!

06 Febbraio 2021

A S. Valentino, adotta a distanza

L`amore può cambiare la vita: adotta a distanza.

A S. Valentino, regala, o regalati, un`adozione a distanza: il tuo dono d`amore cambierà la vita di un trovatello!
I rifugi brulicano di occhi che se avessero la parola potrebbero raccontare le esperienze più indicibili, creature che arrivano nei modi e nelle condizioni più disparate.
ADOTTARLI VUOL DIRE REGALARE LORO AMORE, CURE E PROTEZIONE…ANCHE A DISTANZA.
Scegli l’amico o gli amici che vuoi adottare, i materiali dell’adozione a distanza verranno inviati entro un mese. Richiedi il tuo attestato personalizzato a sostenitori@enpa.org e potrai inviarlo il giorno di S. Valentino su WhatsApp!
TUTTI I DETTAGLI cliccando sul link:
https://www.comunicazioneiniziativeenpa.it/adozione-a-distanza/adotta-un-trovarello/

06 Febbraio 2021

Cane chiuso in auto per ore

Cane chiuso in auto per ore a Casadrino (Na), Enpa lancia appello: “Non lasciate mai i cani in auto, neanche in inverno. Ecco perchè”

Lo hanno lasciato da solo chiuso in auto per ore. Per fortuna, grazie all’intervento della Polizia Locale di Casadrino, in provincia di Napoli, che ha rotto il vetro e lo ha liberato, il cane è salvo e il proprietario è stato denunciato per abbandono di animale e maltrattamenti. “In questo caso il prezioso intervento delle Forze dell’ordine ha evitato il peggio ma è incredibile come nonostante le tante campagne che da sempre noi animalisti ci impegniamo a fare ogni anno – afferma la Presidente nazionale Enpa, Carla Rocchi - c'è ancora chi pensa sia normale lasciare un cane in auto. Quello di oggi è solo l’ultimo caso di cronaca ma purtroppo sono episodi che si ripetono continuamente. Anche per questo abbiamo deciso di lanciare ancora una volta un appello a tutti i proprietari di animali affinché sia d'estate che d'inverno non lascino mai per nessun motivo il loro quattrozampe in automobile da solo”.

Il rischio esiste sia in estate che in inverno
Purtroppo ancora in troppi non sanno che lasciare un animale chiuso in macchina incustodito è vietato e pericoloso in qualsiasi periodo dell'anno, anche in inverno. Anche un recente studio inglese, realizzato da un team di ricercatori della Nottingham Trent University, ha confermato che le temperature all'interno delle auto rappresentano un rischio per la salute dei cani tutto l'anno, sia d'estate che d'inverno. In particolare, monitorando le temperature ogni giorno all'interno delle automobili del Regno Unito, hanno rilevato temperature superiori ai 25° ogni mese dell'anno, sufficientemente alte da causare colpi di calore in cani di razza brachicefala. Inoltre, hanno osservato che nel periodo tra aprile e settembre le temperature all'interno delle auto superavano costantemente i 35 °. E questa nella fredda Inghilterra.
Ma l’automobile può rappresentare un pericolo anche in caso di freddo. Così come in estate l'abitacolo di un’auto si surriscalda rapidamente, diventando molto più rovente delle temperature esterne, in inverno la macchina diventa molto più fredda di quanto possiamo percepire all'esterno. Le autovetture, infatti, non hanno un buon sistema di isolamento termico rispetto alle condizioni esterne e il risultato è che il veicolo protegge il cane da pioggia e vento, ma non dal freddo. Dunque se si lascia solo il cane all'interno di una macchina parcheggiata mentre fuori fa freddo, l'animale potrebbe andare rapidamente incontro a un grave rischio di ipotermia, condizione pericolosa che si verifica quando la temperatura corporea del cane scende troppo in basso. Se l’ipotermia è grave, il pericolo è addirittura il congelamento.

Cosa rischio legalmente se lascio il cane in auto
Minori, animali, interdetti e soggetti di cui si ha la custodia o, comunque, la responsabilità, non devono mai essere abbandonati a sé stessi. Il cane non può quindi mai essere lasciato in auto e, se per qualche ragione ci deve allontanare, va portato con sé. Da un punto di vista legale chi lascia un animale in auto rischia, oltre alla contestazione di custodia, anche la contravvenzione per abbandono che, nel caso in cui dovesse succedere qualcosa o l'animale dovesse subire sofferenza per tale abbandono, configura un vero e proprio delitto, ovvero maltrattamento di animali, aggravato, se il povero animale dovesse morire.

Cosa devo fare se vedo un animale in auto
Se si dovesse notare un animale chiuso all'interno di un'automobile prestare attenzione ai sintomi di un colpo di calore (problemi di respirazione, spossatezza generalizzata). In questi casi un intervento immediato può salvargli la vita. Se non si riuscisse a rintracciare il proprietario dell’autovettura, chiamare subito le forze dell’ordine. Fino al loro arrivo, è necessario cercare di creare ombra sistemando ad esempio alcuni giornali sul parabrezza e, nel caso in cui i finestrini non dovessero essere completamente chiusi, versare dell’acqua all’interno per bagnare l’animale o farlo bere. Se il cane si trova in una situazione di visibile sofferenza e non fosse possibile contattare le forze dell'ordine affinché rintraccino il proprietario, e l'animale è in reale pericolo di vita, si può intervenire per liberarlo. In questo caso è opportuno documentare attraverso un filmato la situazione, effettuare le operazioni di liberazione del cane in presenza di testimoni e cercare di danneggiare il meno possibile il veicolo. Questo però, ripetiamo solo se l'animale si trova in imminente pericolo di vita e dopo aver cercato di contattare le Forze dell'Ordine e i Vigili del Fuoco.

01 Febbraio 2021

GATTI ADOTTATI - Gennaio 2021

Carolina, Cassy, Margie, Siam, Carmen, Martin, Lina, Lucio, Gigi FIV, Bagghy e Betty adozione di coppia, panterina Small.
Auguriamo ai nostri amici e alle loro nuove famiglie una lunga vita di complicità e affetto!

01 Febbraio 2021

CANI ADOTTATI - Gennaio 2021

Dalì, Stella, Eros e Duna adottati insieme, Attila, Ruby, Ciccio, Audrey, Jack, Diesel, Barros e Stella coppia storia adottata insieme, Paddy, Oliver.
Auguriamo ai nostri amici e alle loro nuove famiglie una lunga vita di complicità e affetto!

29 Gennaio 2021

Comunicato stampa Guardie E.N.P.A.

Per i fatti di Camporovere di Roana (VI) ora tocca alla procura, ma finalmente nasce il "CASO ALTOPIANO”.

Mercoledì alle 11,20 la corposa documentazione sui fatti avvenuti a Camporovere è stata consegnata alla Procura della Repubblica, il lavoro messo insieme dalle Guardie Zoofile dell’E.N.P.A. assieme alla parte riguardante le forze dell’ordine è completa e non lascia spazio a dubbi, tredici pagine di denuncia con 18 allegati, visionati i video e rallentati con il sistema “moviola” si coglie tutta la drammaticità dell’aggressione, dei 4 della banda, perché a vedere le immagini non si può parlare di altro.
La violenza è stata pianificata, quando le Guardie se ne stavano andando ed erano vicine alle autovetture, l’agguato è stato sferrato nella piazza, i 4 erano ben consapevoli che l’unica telecamera attiva guardava l’incrocio dalla parte opposta, convinti inoltre che nessuno avrebbe testimoniato in quanto sono temuti dai residenti; l’obbiettivo del loro blitz, distruggere le fonti di prova contenute nel telefonino della guardia donna che aveva filmato la prima aggressione con la pala messa in atto dall’allevatore, e quello di dare una
lezione al Capo Pattuglia che aveva spruzzato il peperoncino sull’aggressore per interrompere il reato.
Immagini crude che dimostrano una violenza cieca, ma le più scioccanti sono le ultime che mostrano il Capo Pattuglia a terra privo di sensi, alla moviola si vedono gli ultimi due calci, uno dei due caricato lo fa sobbalzare… una violenza che ha smosso le coscienze e alcuni residenti hanno voluto lasciare le loro testimonianze firmate dichiarando: per senso civico e perché è stata una cosa troppo grave su cui non si può fare finta di nulla.
Un video è stato recapito alle Guardie, in questo caso il residente ha deciso di dare il suo contributo anche per l’indignazione provata leggendo quanto riportato dai media che parlavano “di rissa”, alla Procura è stato consegnato anche il contenuto della “scatola nera” un registratore che portano sempre i capi pattuglia quando stanno operando. Ora per queste persone la situazione si fa molto pesante, si trovano ben sette capi di imputazione e rischiano fino a 5 anni di carcere.
Nell’ultimo mezzo secolo le Guardie E.N.P.A. a Vicenza non erano mai state coinvolte in fatti del genere, nonostante il continuo approccio con i cittadini, macinano oltre ottocento controlli all’anno quasi esclusivamente su segnalazione e i risultati ci sono; dall’Altopiano arrivano segnalazioni documentate di cani a catena corta, detenuti spesso in condizioni igieniche pessime, o in stato di abbandono, da soli lontano da casa, magari a guardia di un rustico disabitato, va ricordato che il cane è un animale da “branco” condannarlo a vivere da solo lontano da tutto significa ucciderlo lentamente.
Sulle motivazioni che hanno scatenato l’aggressione va detto che il soggetto più pericoloso era già stato denunciato dalle Guardie Zoofile per un altro fatto, anche qui minacce spintoni e resistenza a Pubblico Ufficiale, aveva asportato un cane durante un sequestro penale, una femmina tenuta in assoluto abbandono e a catena corta, non aveva ottemperato alle disposizioni che potevano dare un minimo di benessere alla povera vecchia cagna, attualmente scomparsa; suonano ora più sinistre le parole sconnesse che l’allevatore urlava all’indirizzo delle Guardie in mezzo alle offese, voi non siete Guardie!
Mi hanno detto che non potete fare nulla siete solo degli animalisti!, quanto è emerso in questi ultimi giorni ci ha dato la possibilità di dare una lettura più profonda e si intuisce che esiste un “problema Altopiano”.
É stata fatta della disinformazione da parte dei punti di riferimento, su un lungo articolo di l’Altopiano, pubblicato il 23 di gennaio, si danno dei consigli sulla lunghezza della catena, ma come? Se la catena in Veneto è vietata da sei anni, era il 16 giugno del 2014 quando è stata modificata la legge Regionale 60 del 93, prevedendo una sanzione per i trasgressori che va da 100 a 300 euro.
Per quanto riguarda il ruolo delle Guardie Zoofile dell’E.N.P.A. noi crediamo che le dichiarazioni rilasciate nello stesso articolo dal Generale di Brigata Daniele Zovi, ex comandante per il Triveneto del Corpo Forestale dello Stato, siano state riportate male. Non crediamo che una persona della sua importanza ed esperienza possa essere incorso in una inesattezza. Non esiste infatti alcuna incertezza sul ruolo delle Guardie E.N.P.A. sul quale vigono il D.P.R. del 1979 e poi la legge 189 del 2004 che all’articolo 6,
comma 2, sancisce che “la vigilanza sul rispetto della presente legge e delle altre norme relative alla protezione degli animali è affidata anche, con riguardo agli animali d’affezione, nei limiti dei compiti attribuiti dai rispettivi decreti prefettizi di nomina, ai sensi degli articoli 55 e 57 del codice di procedura penale alle Guardie particolari giurate delle associazioni protezionistiche riconosciute”.
Gli articoli in oggetto sono intitolati “funzioni di polizia giudiziaria” e “ufficiali ed agenti di Polizia giudiziaria” e l’E.N.P..A è sicuramente una “associazione zoofila riconosciuta” essendo la più antica d’Italia, che nel 2021 festeggia i 150 anni dalla fondazione, voluta non da una simpatica vecchina ma, pensate un po', da Giuseppe Garibaldi. A Vicenza sono presenti da quasi mezzo secolo, negli ultimi venti anni il loro lavoro si è specializzato, con la passione del volontariato e l’esperienza si può fare molto, le notizie di reato e le denunce sottoposte alla Procura di Vicenza, gli oltre sessanta sequestri convalidati di fila, gli interventi congiunti effettuati con Polizia Municipale, Polizia Provinciale e Carabinieri stanno a dimostrarlo.
La circolare citata nell’articolo fa riferimento al fatto che le guardie nominate dai comuni non possono avere la qualifica di “Agente di Polizia Giudiziaria”, ma la stessa circolare nella pagina successiva riporta che le uniche Guardie con quella qualifica sono quelle nominate dal Prefetto ( bastava girare pagina).
Per semplificare, ci sono tre tipologie di Guardie Zoofile:
Quelle a nomina Regionale e Comunale a cui è attribuita la qualifica di Pubblici Ufficiali e sono quelle di cui parla il Generale Zovi, in pratica, possono rilevare fonti di prova e girarle alla Polizia Giudiziaria;
Quelle a nomina prevista dalle legge penale 189/2004 hanno la qualifica di Polizia Giudiziaria di conseguenza possono fare l’azione penale al pari delle altre forze di Polizia riconosciute, ( carabinieri, Carabinieri Forestale, Polizia Locale ecc. );
Poi ci sono le Guardie dell’E.N.P.A. che hanno più attribuzioni perché trascinate dal D.P.R. del 79, ad esempio sono inserite all’art. 37 della legge 157/92 (legge sulla protezione della fauna selvatica omeoterma e prelievo venatorio ).
Per cui, dare delle informazioni così platealmente inesatte squalifica un giornale, ma soprattutto espone i suoi lettori che dovessero prendere per buone le notizie riportate a ricevere sanzioni o denunce, anche gravi.
In Altopiano le istituzioni devono fare uno sforzo, come Guardie E.N.P.A. lo scorso anno abbiamo incontrato tutti i Sindaci facendo delle proposte per cambiare le cose, ora dopo questa brutta pagina è il momento di provare a lavorare insieme, nell’interesse degli animali ma soprattutto dei cittadini dell’Altopiano, non dimenticando che la protezione degli animali è demandata dallo Stato proprio ai “Comuni singoli o associati e alle Comunità Montane.”

29 Gennaio 2021

Missione gattaro

Occuparsi delle colonie feline non è una prerogativa solo delle donne: A Milano, il 30% di coloro che si dedicano a questa attività sono maschi

Le gattare, si sa, sono donne. Ma esistono anche i gattari, uomini che si dedicano ai gatti liberi (in Italia, i gatti non sono più randagi dal 1991, grazie alla legge 281). Sono meno noti delle loro colleghe e su di essi c’è meno folklore. Inoltre, sembrano contraddire la nota associazione tra donne e gatti, ormai diventata quasi un luogo comune, con tanto di accudimento materno, cibo come comunicazione, dedizione, sacrificio e simili.
Chi sono allora i gattari? Qui è necessaria una precisazione linguistica: con gattara/o non si intende chi ama i gatti o ne tiene anche parecchi in casa, bensì chi si dedica ai gatti di strada, chi «fa il giro» per nutrirli e accudirli, ogni giorno. Infatti esiste anche la categoria dei «gattari occasionali», quelli che danno da mangiare ai gatti quando sono in campagna o in vacanza, succede a molti milanesi, dato che a Milano città in pratica non ci sono più gatti “randagi”, dopo decenni di sterilizzazioni. Racconta Gianluigi Baldon, che di lavoro fa l’acchiappa gatti e cani: «A Milano e dintorni, ormai un 30% sono maschi, di solito anziani, neopensionati che scelgono questo hobby altruista. Oppure come gli ortisti, che volentieri aprono una scatoletta ai mici che li vanno a trovare». Ma ci sono anche giovani: «Spesso un po’ fanatici, vorrebbero fare tutto loro e non ascoltano. Però sono bravi con gli animali» aggiunge Baldon.
Riccardo Pala è un vero gattaro, ha un ristorante a Milano e, negli ultimi tempi difficili, offre pasti gratis alle persone bisognose. È un nutritore ostinato, di umani e di felini. La missione per i gatti gli è venuta solo otto anni fa, ma adesso lo pervade e occupa la sua esistenza. Spiega: «Sin da bambino mi dedicavo ad aiutare le persone. Mia madre era poco protettrice nei miei confronti ed era decisamente ostile ai gatti». Qui viene facile fare un collegamento tra problemi familiari, scarsa cura ricevuta nell’infanzia e successiva spinta ad accudire gli altri. Continua Pala: «È vero, spesso i gattari sono gente strana, personaggi quasi felliniani. Ma io non mi sento strano, solo un po’ diverso dagli altri». Infatti è molto organizzato e razionale. La sua vita è cambiata, appunto otto anni fa, quando ha avuto una sorta di illuminazione osservando una gatta che accudiva, difendeva, proteggeva, i suoi cuccioli, una madre esemplare. Che appunto lui non aveva avuto. Il prossimo 22 aprile riceverà il riconoscimento Campione dai City Angels, che tutti gli anni premiano alcuni cittadini milanesi che si sono distinti per le loro azioni di solidarietà, perché appunto aiuta anche i bisognosi e i senza tetto. Una solidarietà senza barriere di specie, e infatti qualche volta dà da mangiare pure ai piccioni.
Scendendo a sud, molto a sud, anche nell’Isola di Salina, arcipelago delle Eolie (Sicilia) è attivo un gattaro, Antonello Battaglini, 55 anni, impiegato, con una compagna che lo aiuta, anche se ogni tanto lei si demoralizza. Gli abitanti umani sono 2.300, i gatti senza padrone 70/80. Lui ha avuto la sua illuminazione da bambino, a 10 anni: c’era una gatta che veniva a casa sua ma non si faceva accarezzare, un giorno Battaglini ha insistito a toccarla e la micia lo ha graffiato. E lui le ha tirato una pietra e l’ha colpita, nonostante la scarsa mira. La gatta non è più tornata. «I ragazzini sono cattivi con gli animali», commenta. E così ha dedicato la sua successiva vita a espiare quel gesto di crudeltà. Tutte le notti, quando c’è più tranquillità, col freddo, con pioggia o neve, prende la sua bici attrezzata e fa il suo giro, sette colonie con più di una decina di animali l’una. Porta croccantini e, indispensabile, l’acqua. Non è più come una volta, quando i nutritori di gatti portavano pastasciutta e avanzi vari, i croccantini sono un cibo equilibrato, igienico, e non lasciano tracce, Battaglini ne usa circa 200/210 kg al mese, un impegno economico gravoso. A Salina non esistono negozi per pet, ma per fortuna ci sono i siti di vendita on line che arrivano anche nelle isole e purtroppo non c’è neanche una veterinaria, la più vicina è a Lipari. Negli ultimi mesi si è fatto rilasciare anche una certificazione per il Covid19, gliela ha fatta l’Enpa, di cui è delegato, ed è un riferimento per molti cittadini e pure per il sindaco. È molto sportivo, oltre alla bici, corre, nuota, fa i pesi ed è in ottima forma, dice: «Lo faccio per loro» (ndr, i gatti, di cui dovrà occuparsi anche quando sarà anziano). Ma viene lo stesso preso in giro, definito svitato, fuori di testa e simili, ma se qualcuno minaccia i suoi protetti sa reagire efficacemente.

29 Gennaio 2021

A spasso col cane nella neve

Nella neve gli animali rischiano di perdersi, meglio abituarli alle basse temperature ma evitando sbalzi forti ed utilizzando una pulizia «soft».

Le giornate invernali limpide, con le montagne innevate, anche in tempo di Covid invogliano a programmare escursioni. I cani in genere sono attratti dalla neve, e per alcuni è irresistibile. Ma bisogna fare attenzione e prepararsi ricordando le precauzioni per evitare incidenti.
Il rischio di perdersi. Nella neve i cani possono perdere l’orientamento perché le tracce olfattive sono attutite, e sono a rischio soprattutto quelli molto giovani o abituati a correre. Ecco perché è importante tenerli al guinzaglio o comunque non perderli mai di vista, in particolare se il cane di solito non si muove in libertà in spazi vasti e non risponde ancora bene a un eventuale rischiamo.
Meglio la spazzola. Se il cane ha giocato tanto nella neve, o magari era a spasso durante una nevicata, tornerà a casa con alcune palline di ghiaccio attaccate al pelo o alle zampe. La soluzione è una bella spazzolata: il manto del cane è impermeabile, ma se fatta troppo frequentemente la doccia rischia di rimuovere quello strato esterno di grasso e le sostanze naturali che lo proteggono dal freddo, creandogli dei disagi nei giorni successivi. Lavare il cane quando le temperature sono basse, poi, potrebbe provocare bronchiti e raffreddori. Meglio una coperta e un posto tranquillo dove riposare al ritorno dall’escursione. Problemi gastrointestinali. Come per gli umani, un colpo di freddo può provocare nel cane diarrea, vomito e mal di stomaco. Il nostro amico a quattro zampe, poi, tende a mangiare la neve e il ghiaccio, mentre gioca o per dissetarsi: ecco perché lo sbalzo di temperatura all’interno dello stomaco diventa pericoloso. Se si presentano questi sintomi, accompagnati da tosse, meglio chiedere consigli al proprio veterinario. Abituare il cane al freddo. Di sicuro i cani di grossa taglia e col pelo folto avranno meno problemi rispetto ai piccoli, magari a pelo raso, durante una giornata sulla neve. Ma si consiglia di abituare il cane in modo graduale, a prescindere dalla sua struttura fisica. Molti animali vivono in casa dove le temperature sono più alte, quindi lo sbalzo termico si trasforma in shock. Se si programma un’escursione o un periodo in montagna sarà meglio abituare il pet a passeggiare anche con il freddo. In questo modo si eviteranno traumi.
Non spaventare i selvatici. Spesso d’inverno capiterà di vedere mammiferi e uccellini che si avvicinano ai centri abitati e alle case alla ricerca di cibo. Per evitare di terrorizzare gli ospiti di colline e montagne sarà importante impedire al nostro cane di lanciarsi in inseguimenti improvvisi. Il suo istinto si risveglia appena entra in un ambiente naturale, ma la tutela degli altri animali, come delle persone che potrebbero avere paura, è doverosa.
Attenti ai bocconi avvelenati. Purtroppo l’abitudine incivile di far trovare esche e bocconi avvelenati non è ancora stata sconfitta. Controlliamo sempre cosa annusa e cosa mangia il nostro cane. Ben nascosti nella neve ci possono essere sempre pericoli.

29 Gennaio 2021

Caccia: troppe violazioni

Caccia. Il 31 gennaio chiude ufficialmente la stagione venatoria. Enpa: “Troppe regioni hanno violato i Dpcm. Maglia nera a Toscana, Marche, Liguria e Lombardia”.

Il 31 gennaio chiude, almeno ufficialmente, la stagione venatoria che quest’anno non si è fermata neanche per la pandemia. Enpa: “Troppe regioni hanno violato costantemente le disposizioni contenute nei Dpcm, esercitando pressioni sui prefetti e facendo passare un’attività puramente ludico ricreativa, e che nulla ha a che vedere con la gestione faunistica, come una “necessità” per contenere il numero dei cinghiali. Tra le peggiori: Toscana, Marche, Liguria e Lombardia”.
Far passare la caccia come strumento di necessità per limitare la popolazione dei cinghiali è un espediente che non regge né dal punto di vista legale e né da quello scientifico. Basti ricordare che lo stesso ISPRA – istituto italiano scientifico di riferimento nella materia – ha dichiarato come la caccia non selettiva in forma collettiva come la braccata e la girata, dovrebbero essere abolite proprio perché causano fenomeni come la dispersione del branco e l’uccisione della matriarca, l’unica in grado di tenere sotto controllo l’estro delle altre femmine presenti nel gruppo. In parole semplici: se si uccide la matriarca, le femmine più giovani creeranno tanti altri branchi riproduttivi e il numero degli esemplari aumenterà a dismisura.
Non solo. Anche dal punto di vista sociale e sanitario si è trattato di scelte davvero incomprensibili. Basti pensare che grazie a questi provvedimenti i cacciatori, in teoria cittadini al pari di tutti gli altri, hanno goduto di privilegi incredibili potendo muoversi in libertà, creando assembramenti senza alcun controllo, in particolare in occasione delle braccate, anche nelle regioni classificate arancioni. Le stesse zone dove, invece, a gran parte dei cittadini sono state negate libertà essenziali e richiesti sacrifici enormi sul piano personale e lavorativo.
Inaccettabili poi i tentativi di alcune regioni di ampliare le possibilità di sparo anche ai cacciatori di uccelli acquatici e migratori, uccidendo specie che, tra l’altro, non godono di uno stato di conservazione favorevole, e su cui il mondo scientifico pone delle forti limitazioni, ovviamente totalmente ignorate dalla gran parte del mondo politico, nonostante i ripetuti appelli dell’Enpa e delle associazioni ambientaliste ed animaliste.
L’unico segnale positivo è arrivato invece dall’Europa. La Commissione europea ha infatti approvato delle misure per garantire che la fauna selvatica sia protetta dagli effetti negativi del piombo nell'ambiente, limitando il suo uso nelle armi da fuoco nelle zone umide o nelle loro vicinanze. Adottata nel quadro del regolamento dell'Ue sui prodotti chimici, la misura contribuirà a proteggere l'ambiente riducendo significativamente l'inquinamento da piombo e prevenendo la morte evitabile per avvelenamento di circa 1 milione di uccelli acquatici ogni anno. Il piombo, infatti, è una sostanza altamente tossica, che rilasciata nell'ambiente contamina sia il suolo che l'acqua. Come sottolineato dalla Commissione europea ogni anno da 4.000 a 5.000 tonnellate di piombo vengono rilasciate nelle zone umide dagli spari.

29 Gennaio 2021

Sperimentazione animale

Sperimentazione animale, il Consiglio di Stato ha deciso: riprendono esperimenti sui macachi. Enpa: “Ha perso la scienza etica e la ricerca innovativa”.

Il Consiglio di Stato ha deciso: possono riprendere dopo alcuni mesi gli esperimenti sul cervello dei macachi chiusi nello stabulario dell'Università di Parma. Dopo lo stop dello scorso ottobre, ha confermato in via definitiva la validità dell'autorizzazione rilasciata dal Ministero della Salute per il progetto Lightup delle Università di Torino e di Parma.

“Oggi – ha commentato l’Enpa di Parma, scesa dal primo momento in campo per sostenere questa battaglia della Lav - ha perso la scienza etica e la ricerca innovativa. È un triste giorno. I nostri pensieri volano lì, dentro a quelle gabbiette sterili, a quei poveri macachi torturati nonostante i svariati pareri scientifici, non ideologici, che smontavano questo tipo di vivisezione. Purtroppo le speranze per questi meravigliosi esseri sono finite. Ma non smetteremo mai di lottare per il diritto alla vita e per una ricerca etica”.

20 Gennaio 2021

Strage nell'oasi del Busatello

Morti avvelenati centinaia di animali nell’Oasi del Busatello

Sono centinaia i corpi di animali morti rinvenuti nell’Oasi di Busatello, a confine tra la provincia di Mantova e Verona. Una vera strage di nutrie, cicogne, anatre, uccelli, lepri, aironi e gallinelle d'acqua causata dai quintali di mais avvelenato sparsi su tre ettari di terreno da un agricoltore. Sul posto le Forze dell'ordine stanno cercando di bonificare e mettere in sicurezza il terreno e avrebbero già individuato il responsabile. “Si tratta - afferma Romano Giovannoni, coordinatore regionale Enpa del Veneto - di un atto criminale premeditato, l'uomo a quanto pare voleva colpire le nutrie per non farle avvicinare ai suoi terreni. Un comportamento di una gravità inaudita che ha come risultato una spirale di morte di centinaia di animali e che probabilmente non si fermerà a quelli ritrovati senza vita oggi". "Un gesto omicida che è ancora più inaccettabile se pensiamo che gli strumenti per una concreta convivenza con gli animali esistono eccome, basti pensare ai dissuasori ad ultrasuoni - aggiunge -. Invece, ancora una volta, si sceglie la strada del veleno senza minimamente curarsi delle gravissime conseguenze che comporta! Gli animali, purtroppo, affamati a causa del clima particolarmente difficile di questi giorni hanno mangiato il mais in quantità". "Confidiamo nel lavoro delle forze dell'ordine e delle Asl competenti per far emergere tutte le responsabilità - conclude -. L'autore o gli autori di questa strage non devono restare impuniti".

19 Gennaio 2021

Il bilancio di un anno difficile

Buono il bilancio adozioni ma si può migliorare. E resta il problema-gatti

Diamo i numeri: come vuole tradizione a gennaio il rifugio Enpa annuncia e presenta ai cittadini, attraverso il sito e i suoi canali social, il bilancio delle adozioni dell’anno che è appena finito. Ce lo racconta Romano Giovannoni, presidente della sezione di Verona. «Nel 2020 sono arrivati 233 cani, e ne sono stati adottati ben 252. Sono dati incoraggianti, tenendo conto che la scorsa primavera per oltre due mesi è stato tutto bloccato dal lockdown, visite al rifugio incluse: significa che nei dieci mesi rimanenti le adozioni sono andate decisamente bene. C’è anche da dire che gli arrivi sono diminuiti, forse, anche per il fatto che l’immobilità forzata a casa non permetteva di segnalare eventuali cani vaganti». Di sicuro questo anno appena trascorso ha stravolto le abitudini e in un certo senso ha favorito i rifugi locali. «Le persone hanno scelto di venire a visitarci, e hanno preferito adottare animali che hanno potuto prima conoscere, invece di affidarsi ad adozioni di pets che arrivano da lontano e che spesso hanno una serie di problemi di salute e comportamentali gravi, al punto che spesso chi li ha voluti poi li abbandona. E ce li ritroviamo qui». Purtroppo però non ci sono dati altrettanto incoraggianti per i gatti. «Ne sono stati adottati 152 a fronte di 197 entrate», continua Giovannoni. «Il motivo? Sono arrivate decine e decine di cucciolate, per mancanza di controlli e sterilizzazioni. Ecco perché il ruolo di ognuno di noi è fondamentale: sterilizzare permette di controllare le nascite e di evitare che ci siano sempre più randagi, destinati a una vita di stenti o a morte certa». Oltre alla cura pratica degli animali, da anni il rifugio è impegnato, in linea con le altre associazioni del territorio, a promuovere una cultura del rispetto, che parte proprio dalla gestione. «Esattamente dieci mesi fa, complici anche le temperature miti, ci siamo trovati al rifugio miriadi di cuccioli già a fine inverno. I veronesi stanno dimostrando di amare sempre più gli animali, ma si può e si deve migliorare. Il sogno di ogni gestore di rifugi che ami davvero i cani e i gatti è che i rifugi prima o poi si svuotino, e che tutti trovino una famiglia. Intanto il nostro ruolo è quello di educare, fare informazione, creare consapevolezza».

19 Gennaio 2021

Una mattinata in visita nei rifugi Enpa

Tanti pets in attesa di una famiglia

Nathan e Alba, Red e Brina, Max e Viola. Sono tanti gli ospiti a quattro zampe dei rifugi Enpa di Verona, uno in via Barsanti e l’altro, dedicato ai soli gatti, in zona Spianà. E tutti, proprio tutti, hanno un nome, e una storia spesso difficile alle spalle, che lo staff è pronto a raccontare a chiunque arrivi in visita. Abbiamo trascorso una mattinata tra i box e le aree verdi dove i cani e i gatti aspettano che una famiglia li accolga, in compagnia della dottoressa Ioana Ogiolan, la veterinaria che si prende cura di loro.
Il rifugio è brulicante di persone: c’è chi pulisce i box, chi prepara le pappe e pulisce le ciotole, chi si trattiene con qualcuno degli animali più bisognosi di attenzione: «Sono circa sessanta i volontari che si alternano qui», racconta la dottoressa, mentre saluta uno a uno i cani che si affacciano ai box timidamente oppure che corrono incontro, per giocare e ricevere coccole. «Certe storie spezzano il cuore, ormai siamo abituati a vedere e sentire di tutto. Ci sono quelli che comprano il cane e poi se ne liberano perché si sono stufati, o è troppo impegnativo».
Tra gli ospiti si notano i cani anziani, come Red, arrivato qualche mese fa dopo essere stato abbandonato dalla sua ex famiglia perché è vecchio e ha problemi neurologici. Una mascotte, ormai, pur tra le tante difficoltà. Poi c’è anche chi porta qui i pets di anziani parenti che sono deceduti, e non se ne vuole occupare. «Arrivano gatti e cagnolini traumatizzati dalla morte del loro umano e totalmente disorientati, abituati come erano a vivere in un appartamento». E nonostante il rifugio Enpa somigli piuttosto a una pensione di lusso, per l’organizzazione, la pulizia e le attenzioni dedicate a ogni ospite, arrivare qui è sempre un trauma che richiede il suo tempo per essere rielaborato. «Di alcuni cani non sappiamo il passato, ma è evidente che si tratta di animali irrecuperabili», continua la dottoressa. «Nathan, per esempio, va d’accordo con i sui simili ma ha il terrore degli umani. Chissà cosa ha vissuto». In casi come questo il rifugio prevede le adozioni a distanza, per coprire le spese mediche e del cibo, ma una famiglia resta un miraggio.
Passeggiando tra le diverse aree, dove a turno i volontari seguono i cani, incontriamo anche i «giganti» di taglia grande, più difficili da collocare in famiglia, o i cani ritenuti aggressivi, ma che di fatto sono arrivati semplicemente perché chi li aveva presi non era stato in grado di gestirli. «Come sempre i primi ad andarsene sono i giovanissimi, specialmente quelli di piccola taglia». E a questo proposito c’è una nota negativa, che costringe a far riflettere: «Sono ancora troppi i visitatori che chiedono il cucciolo, soprattutto se si tratta di gatti. E capita che un giovane animale di 6-7 mesi, che quindi ha già raggiunto una taglia simile a quella di un adulto, venga scartato a priori. Di sicuro sono magnifici da vedere, i piccoli. Ma è davvero crudele privare un animale della possibilità di avere una vita felice solo perché è già cresciuto». Insomma, sono tanti i mici e i cani che aspettano di iniziare una nuova vita. Ecco perché vale la pena programmare una visita al rifugio, prendendo un appuntamento allo 045.8511018. «Di fronte allo sguardo dei nostri ospiti ci si innamora, è garantito». Accoglierli è un atto d’amore, e i pets sapranno ricambiare rendendo più bella la vita.

16 Gennaio 2021

AMICI CUCCIOLOTTI 2021

A Gennaio in edicola la nuova raccolta di figurine che aiutano gli animali

ATTENZIONE: l’album di quest’anno dev’essere maneggiato con cura, perché è ELETTRIZZANTE! Sfogliandolo scoprirai tante curiosità sull’energia degli animali e sull’incredibile regno vegetale e ti caricherai di ENERGIA CUCCIOLOTTA, la forza più potente dell’universo che si trasmette da cuore a cuore e che permette di migliorare il mondo.
LA COLLEZIONE È COMPOSTA DA 492 FIGURINE + 72 CARTOLOTTE® FANTASY + 12 MINI-STICKERS CON LETTERE, NUMERI E LE DIVERTENTI EMOTICON DEGLI AMICI CUCCIOLOTTI.

Quando il successo di un prodotto editoriale è il frutto della passione di chi l’ha creato e coincide con il suo sogno più grande, diventa l’espressione di un sogno collettivo che si realizza grazie al contributo di tutti i sognatori.

È questa “connessione con il cuore” che distingue dalle altre la collezione di figurine Amici Cucciolotti, la più amata d’Italia!

Dietro al marchio delle “figurine che salvano gli animali” c’è la storia di un editore italiano che nel 2007 crea un nuovo prodotto editoriale capace di coinvolgere milioni di bambini e le loro famiglie in grandi iniziative di solidarietà a favore degli animali bisognosi di aiuto.

Per realizzare il suo innovativo “progetto sociale” l’editore Dario Pizzardi ha scelto fin dall'inizio l’ente di protezione animali più adatto: quello più radicato sul territorio, con migliaia di volontari che ogni giorno, con la loro assoluta dedizione, garantiscono il benessere di decine di migliaia di animali abbandonati accudendoli con cura e competenza.

Pizzardi Editore sostiene l’infaticabile lavoro quotidiano dei volontari richiedendo all’ente di protezione animali di dimostrare che gli aiuti erogati siano utilizzati a reale beneficio dei trovatelli, tutto ciò a garanzia del benessere degli animali e nel rispetto dei milioni di collezionisti che ogni anno contribuiscono con empatia e generosità alle iniziative di solidarietà promosse da Amici Cucciolotti.
Dal 2007 ad oggi, i volontari della protezione animali hanno potuto disporre di indispensabili strumenti per soccorrere e accudire, sempre meglio, gli oltre 30.000 animali che, ogni anno, approdano nei loro rifugi in tutta Italia.

Per vedere il CIOTOLOMETRO e tutte le curiosità sul mondo Amici Cucciolotti clicca sul seguente link:

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