Questo mese vi vogliamo raccontare la storia di ADELE, micia non più giovanissima e cieca, arrivata da noi, in condizioni pietose.
Con questa disabilità e un caratterino non proprio docile, poteva essere destinata a rimanere un invisibile, amata dai volontari proprio perché più sono indifesi e fragili e più li amiamo, ma ignorata da chi si reca in rifugio in cerca di un gatto “sano” o un cucciolo.
Il destino ha voluto sorridere a Adele perché ha incontrato Nicoletta, la responsabile del gattile che si è innamorata di questo “catorcetto” di gatta!
1. Ciao Nicoletta, da anni sei dipendente/volontaria ENPA e di gatti ne hai visti tanti e ne vedi tutti i giorni, sia adulti che cuccioli, perché hai scelto Adele?
Dopo la morte di Mercoledì, gatta di 21 anni, avevo deciso di non voler più un gatto, per le troppe ore che sono fuori casa, per la paura di non dare abbastanza tempo ad una creatura che, invece, ha bisogno di attenzioni e tempo di qualità. Poi è arrivata Adele in rifugio, quasi catatonica, si pensava una gatta di 19/20 anni, magrissima, senza pelo e senza prospettive. Da subito si è rivelata una micia piena di voglia di vivere, poi si è scoperto che era completamente cieca; quindi, la sua condizione era il risultato del non riuscire a procacciarsi il cibo. Nello stesso momento, da un’ecografia abbiamo scoperto che quella protuberanza che aveva sulla coscia era un tumore maligno al muscolo e già irradiato all'interno.
2. Cosa ti ha spinto a portarla a casa?
Ogni volta che entravo in stanza Adele si attivava, mi riconosceva, qualche volontaria la definiva aggressiva, aveva bisogno di un approccio delicato, di me si fidava, la sua aspettativa di vita era di qualche settimana. Vederla apatica e stesa nella sua gabbia e appena mi sentiva vederla animarsi, mi ha fatto decidere di portarla a casa per non farla morire sola senza una presenza che la confortasse.
3. Da quanto tempo la micia è a casa con te?
Appena arrivata a casa le ho preparato il suo spazio in bagno per darle la possibilità di ambientarsi con calma. Non ci ha messo molto, poi ho allargato la sua mobilità alla camera di mia figlia, il bagno e il corridoio. Anche qui tutto molto veloce l'ambientamento.
La mia paura era la scala, ma Adele mi ha fatto capire che il problema era mio e non suo. È diventata in breve la padrona di casa, a proposito, si è scoperto con il tempo e la pappa, che lei avrà 11 anni indicativamente.
4. Come sono stati i primi tempi di convivenza? Hai altri animali in casa?
All'inizio di quest'anno di convivenza ha, anche, familiarizzato con Malik l'altra componente del mio nucleo familiare, una cagnolina di 8 anni taglia piccola, arrivata anche lei dal Rifugio. Visto il carattere schivo di Malik, dovuto alla mancanza della conoscenza dell'uomo fino ai 4 mesi, l'ho presa con me per renderla adottabile, poi però il lavoro si è rivelato più difficile del previsto soprattutto per lei, quindi è rimasta con noi.
5. Cosa comporta avere un micio con le problematiche di Adele? Che attenzioni bisogna avere?
Vivere con un peloso, con problematiche fisiche o caratteriali, ha i suoi pro e i suoi contro, partiamo dai contro della vita con Adele, è una regina che decide autonomamente quando fare o non fare, quello che vuole mangiare e dove vuole dormire, passa senza chiedere da una parte all'altra della casa indipendentemente dalla mia necessità di fare pulizia, quando decide che va spazzolata si deve fare. I pro, a lei non importa quante cose si possono spostare in casa, se all'arrivo di mia figlia devo spostare la sua lettiera, lei un po' con sufficienza la trova, quando torno a casa arriva e cerca il mio sguardo anche senza vederlo, saluta Malik a modo suo. È una presenza discreta e silenziosa, dopo la sterilizzazione, si perché nel frattempo, tanto si è ripresa che è andata in calore e nonostante all'inizio fosse stato sconsigliato, l'ha superata alla grande, nemmeno un fastidio. Il suo zampettare per casa mi fa sempre sorridere, quando cerca il mio viso penso sempre mi voglia dire, io sto qua morirà qualcuno altro. Certo all'inizio ho cercato di farla abituare con calma, ma non l'ho mai trattata come una gatta disabile, perché secondo me, gli animali non umani, quando si trovano di fronte ad un impedimento fisico, non lo vivono come noi, che ci concentriamo su quello che manca, ma si danno da fare con quello che hanno per superare ostacoli e vivere la meglio. Sono consapevole che il suo tumore non può migliorare, e per questo lo tengo monitorato e, non appena sopraggiungeranno segnali di dolore o peggioramento, sarà mia cura portarla subito per cure palliative perché non debba soffrire nemmeno un po' e quando mi farà capire che è troppo stanca o il cammino è troppo difficile sarò pronta a lasciarla andare stando accanto a lei fino all'ultimo.
6. Cosa ti ha insegnato questa esperienza?
L' esperienza con Adele mi ha fatto ancora di più apprezzare gli animali che sono anziani o con patologie, se mi chiedete se rifarei quello che ho fatto, devo dire che appena si è ristabilita, ho pensato di averle tolto la possibilità di una casa con una o più persone più presenti, ma ogni volta che mi "non guarda" o si strofina sulle mie gambe ogni volta che mi percepisce, mi fa capire che lei vuole vivere qui, anche se non ho molto tempo per lei.
7. Hai sempre avuto cani e gatti, dimmi una caratteristica che ti affascina di entrambi.
Avere un cane e un gatto che fanno parte della mia famiglia mi rende una persona migliore, è affascinante come due specie così differenti possano dare tanto in modo diverso. Sono stata molto fortunata, nella mia vita ho avuto diversi cani e diversi gatti, ognuno diverso ognuno unico.
Vivere con un cane è come avere un umano che non usa la parola, ma si spiega e ti capisce.
Un cane, se si sente parte della famiglia, è disposto a dare tutto se stesso, con ogni familiare si comportano modo diverso, ma sempre pronto ad agire per il bene comune.
Vivere con un gatto è avere accanto una creatura tanto dolce quanto forte, sa essere indipendente, ma nel momento in cui stai per crollare, ti si mette accanto e non so come, ma senti una forza che ti sostiene emotivamente. Una cosa hanno in comune, anche se in modi diversi tutti e due provano emozioni, le esternano e leggono le tue, sono degli amici silenziosi, che ti stanno accanto sempre, non per necessità, ma per amore incondizionato. A chi vi dice che il gatto è un opportunista dico che non ha mai aperto il suo cuore ad un gatto, anzi dirò di più ad un gatto che non è giovane, che non fa sfoggio delle sue più grandi doti di acrobata, un gatto con qualche criticità. Se quel qualcuno si mette in gioco con una di queste creature, capirà di cosa parlo.
Grazie per l’adozione!
I volontari ENPA sezione Verona
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