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BINOMIO “GRAVIDANZA/GATTI”
INTERVISTA ALLA GIORNALISTA ELISABETTA GALLINA

Abbiamo incontrato Elisabetta Gallina, giornalista veronese impegnata nella tutela degli animali. Oggi è in attesa di una bambina che nascerà a marzo. Quello che colpisce è la naturalezza con cui sta vivendo questi mesi in compagnia dei suoi animali, senza paure, ma solo con qualche accortezza in più.

Prendiamo quindi occasione di porle qualche domanda nella speranza che le liete notizie in famiglie non si traducano più in abbandoni, il più delle volte senza alcun senso o motivo fondato.

Elisabetta, come stai innanzitutto e come vivi questa esperienza?

“Che bello ritrovarvi! Sono sempre al vostro fianco e dalla parte degli animali. Ora sono un po’ più impegnata a trasformare casa: da misura di felino a misura di bimbo. Trovando spazi adeguati a tutti. La felicità, così come lo sconvolgimento, è ai massimi livelli. È stata una gravidanza tanto voluta quanto attesa a lungo. Nonostante tutto non credo si arrivi mai abbastanza preparati, ma niente di più bello di accogliere una nuova vita. Per anni ho pensato, influenzata negativamente, che la maternità avrebbe messo in pericolo la mia professionalità. Ora che mi ci trovo dentro ho imparato a parlare un nuovo linguaggio con il frugoletto che mi continua a dare segnali. A non avere paura, anzi. A sentire una forza incredibile”.

Parlavi di una nuova vita. Spesso nuovi arrivi in famiglia si abbattono come una sentenza di abbandono sui felini domestici. Tu come vivi questa situazione?

“Non ho uno, ma ben quattro gatti. Più un cane, il vecchietto di famiglia, 13 anni, seppur ancora molto pimpante. Ammetto che questo pregiudizio, perché di questo si tratta il più delle volte, mi lascia spiazzata. Avevo sempre sentito parlare di abbandoni da gravidanza e ora mi scontro dal vivo contro questo muro di non-conoscenza. Persone anche istruite, che mi chiedono continuamente “E con i gatti come fai?”. La risposta è alquanto semplice “Me li tengo e viviamo insieme questo allargamento del branco-famiglia”. La cosa crea ancora più scompiglio quando riferisco di essere anche ricettiva alla toxoplasmosi, in pratica – nonostante le centinaia di puntate nella natura e la cura di una colonia felina - non l’ho mai passata e quindi non ho anticorpi di protezione. Questo lascia spesso spiazzati. Ho capito in questa fase della mia vita che è il caso di metterci faccia e pancia per fare chiarezza”.

Quindi in che modo lo fai?

“Semplicemente spiego che la convivenza è assolutamente possibile. Ne ho, in primis, parlato con gli specialisti che mi seguono. Ho fatto tesoro di regole e accortezze e, con mio marito il vero “gattaro” di casa, abbiamo ristabilito una nuova routine per vivere serenamente la gravidanza. Senza aver mai nemmeno sfiorato l’idea dell’abbandono o allontanamento. Togliere al gatto affetti e territorio, anche temporaneamente, significa creare cicatrici difficilmente rimarginabili. E il mio amore per loro non ha un interruttore. Una cosa però deve essere chiara: la toxo esiste e può essere pericolosa per il feto. I nostri gatti vivono in casa, mangiano cibo controllato, sono anche testati e la guardia deve rimanere alta. Io e Federico siamo molto attenti nel disinfettare frutta e verdura cruda (la toxoplasmosi può essere veicolata anche così), le superfici alimentari e di contatto, lavo sempre le mani prima dei pasti anche in casa. Poi lui è diventato l’addetto esclusivo alla pulizia delle lettiere che vengono setacciate ogni giorno e cambiate molto frequentemente. Cerco quindi di spiegare, senza sostituirmi ai medici, che una convivenza pacifica e in sicurezza è assolutamente possibile”.

I gatti come hanno preso questo cambiamento in arrivo?

“Faccio fatica a capire esattamente cosa sentono o percepiscono. Di sicuro sono attratti dagli accovacciamenti sulla pancia, ma non so dire se perché particolarmente morbida (ormai ingombrante!) o perché incuriositi da calci e pugnetti. Di certo, il vero motivo che ha destabilizzato il nucleo domestico è stato l’arrivo del tigratino tornado, Haggis, che ho recuperato quest’estate nella colonia dove avevo impegnato un turno settimanale. Un batuffolo spennato di poche settimane. Doveva essere uno stallo temporaneo, ma è stato un legame da subito irresistibile.

Gli altri felini, rispettivamente di 6, 7 e 8 anni si sono trovati a ristabilire spazi e gerarchie dove al momento chi comanda tutti è proprio…lui, el picenin come lo chiamiamo noi”.

Sui tuoi social hai parlato di una curiosa coincidenza…

“C’è e non credo affatto si tratti di una coincidenza. Haggis è stato trovato il 25 giugno. La stessa data stabilita dalla ginecologa come inizio gravidanza. Un segnale chiaro. Anche per affinità di nomi con una nota marca di pannolini (ride). Ho vissuto questi primi sette mesi con un cucciolino scatenato che ha condiviso tutto – gioie, preoccupazioni, nausee e voglie – con me e la sua “umana” in arrivo. Dico sempre che la mia bimba nasce già con il suo gattino e non potrei esserne più felice”.

…e come ti stai preparando al grande arrivo?

“Questo è un fronte ancora in elaborazione, ma anche su questo mi affiderò a dei professionisti (esistono anche i veterinari comportamentalisti) per tutte le dritte del caso. Vorrei che l’inserimento della nostra bimba fosse il più armonico possibile. Così come l’amore che proviamo indistintamente per tutti i membri della nostra famiglia – due e quattro zampe - amore destinato a moltiplicarsi e non a dividere. O tantomeno abbandonare”.

 

Grazie per la disponibilità

I volontari ENPA Verona

 

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