STORIE A LIETO FINE – HANA
Questa micia dolcissima è il classico esempio della superficialità umana, un classico “motivo” di abbandono: si prende il gatto da cucciolo e appena cresce ecco che diventa un problema. Come risolvere il problema? Eliminarlo dalla propria vita …
Per fortuna ci sono persone che segnalano e per fortuna ci sono i volontari che si prendono cura di questi esseri indifesi. Purtroppo, però, non possiamo salvarli tutti e questo è il nostro rammarico, la cosa che ci fa salire il nodo alla gola… ma ora, via la tristezza e pensiamo a Hana e a quanto è stata fortunata ad avere avuto una seconda possibilità.
Grazie a chi l’ha adottata!!! grazie per essere andati oltre alla sua piccola imperfezione ...
1. Buongiorno Sofia, cosa l'ha spinta ad adottare Hana tra i tanti gatti presenti in gattile?
Quando io e mio marito abbiamo deciso di adottare un secondo gatto, abbiamo guardato sul sito di ENPA quali fossero i gatti adottabili e l’occhio ci è subito caduto su Hana e sulle sue lunghissime orecchie da elfo! Scherzi a parte, abbiamo letto nella descrizione della sua condizione neurologica, che tuttavia non ne preclude l’indipendenza. Abbiamo dunque subito pensato a lei, in quanto sappiamo che alcune disabilità, a volte, possono spaventare e dunque rendere più difficile il processo di adozione. Hana è inoltre una gatta ancora giovane, più o meno coetanea del nostro secondo micio, ed abbiamo dunque pensato che il processo di inserimento sarebbe stato più semplice.
2. Cosa l'ha colpita di lei la prima volta che l'ha vista?
Mi ha colpito tantissimo la sua dolcezza e la voglia di giocare, nonostante la sua condizione che a volte rende i momenti di gioco alquanto buffi. Inoltre, abbiamo visto quanto fosse a suo agio nella convivenza con altri gatti, cosa fondamentale per noi. Il nostro altro gatto, infatti, è molto diffidente e spaventato (lo abbiamo adottato da cucciolo, trovato malnutrito ed abbandonato in un parcheggio), che tende a reagire in maniera aggressiva quando non si sente al sicuro.
3. Da quanto tempo Hana è a casa con lei?
Hana è con noi da agosto 2025, e possiamo dire che da 5 mesi riempie la nostra casa di gioia ed affetto.
4. Come sono stati i primi tempi di convivenza?
Con Hana è stato amore a prima vista e ha dimostrato curiosità e dolcezza fin dal primo momento! Le prime settimane in casa, tuttavia, non sono state semplici, in quanto il processo di inserimento con l’altro micio è stato delicato e complesso (la reazione iniziale del “padrone di casa” non è stata per nulla accogliente). Fortunatamente, le volontarie del gattile ci hanno dato preziosi consigli che ci hanno permesso di superare le difficoltà. Adesso, vedere i due mici cercarsi e giocare insieme riempie il cuore di gioia.
5. Ha altri animali in casa? Ce li presenta brevemente?
Certo! In casa abbiamo Poppy, un gattone rosso di 3 anni e mezzo…e 7 kg! È un gatto meraviglioso nel rapporto con me (lo chiamo la mia piccola cozza) e mio marito, ma che tende a diffidare, anche in modo a volte aggressivo, degli altri. Quando la prima reazione alla vista di Hana è stata di ringhi e soffiate abbiamo temuto che la convivenza non sarebbe stata possibile. Oggi, invece, abbiamo davanti a noi un gatto che, a vista d’occhio, ha smussato gli angoli del proprio carattere. È infatti più socievole e sereno anche verso gli estranei, e siamo profondamente convinti che sia grazie ad Hana, che gli ha insegnato a dimostrare più fiducia verso gli altri.
6. Nel rapporto con la micia, cosa da e cosa riceve ogni giorno?
Hana è una micia dolcissima, con i suoi rituali. Appena mio marito si siede sul divano, infatti, corre subito ad “impastare” per decine e decine di minuti. Con me, invece, ama acciambellarsi tra le mie braccia quando mi stendo a pancia in giù per leggere.
Per quanto ci riguarda, invece, ci impegniamo ogni giorno per dare a lei (e al fratellone!) la serenità che meritano. Entrambi sono infatti davvero due gatti speciali.
7. Cosa comporta adottare un gatto adulto? che accortezze bisogna avere?
Quando si adotta un gatto adulto bisogna avere la delicatezza di comprendere che l’animale ha già un trascorso, più o meno bello, e che pertanto alcuni lati del carattere sono già stati plasmati e saranno difficili da cambiare. Questo, però, non deve spaventare, anzi. In primis, le volontarie sono bravissime nel comprendere il carattere di ogni singolo gatto e di evidenziarne i tratti con estrema trasparenza. In secondo luogo, abbiamo sperimentato sulla nostra pelle che l’adozione di un gatto adulto, in caso di inserimento con un altro gatto già presente in casa, ha permesso di creare rapidamente una situazione di equilibrio, senza che uno finisse per prevaricare sull’altro.
8. Rifarebbe la stessa scelta? Perché?
La rifarei ogni giorno. Posso solo dire che vedere quanto Poppy abbia tratto beneficio dalla presenza di Hana ci riempie ogni giorno il cuore di gioia. Inoltre, abbiamo potuto confermare che la piccola disabilità di Hana, con alcune accortezze, non risulta un limite, anzi, e che pertanto l’adozione di un gatto neurologico, se fatta con coscienza, è possibile. E che, soprattutto, permette di dare una casa a gatti che, magari, potrebbero non risultare la “prima scelta”.
9. Cosa si sente di consigliare a chi vorrebbe adottare un gatto ed è titubante?
La cosa che mi sento di dire è di agire con coscienza e consapevolezza. Quando abbiamo deciso di adottare Hana, infatti, abbiamo avuto una lunga conversazione con le volontarie, a cui abbiamo espresso le nostre incertezze e timori, soprattutto in relazione alla presenza dell’altro gatto. Ho imparato che non bisogna aver paura o vergogna dei propri timori, ma che, al contrario, è stato proprio l’averli messi alla luce che ci ha permesso di vivere il processo di adozione con serenità e, soprattutto, con tanto supporto da parte delle volontarie. Inoltre, se è vero che avere un animale, come è giusto che sia, rappresenta un impegno, posso dire che dà molto più di quanto richieda. Per quanto mi riguarda, inoltre, ho tratto grandi insegnamenti. Di carattere, sono infatti una persona impaziente, ma l’inserimento di Hana mi ha insegnato che, a volte, non si possono e non si devono forzare i ritmi naturali delle cose. Ogni cosa a suo tempo.
Grazie Sofia!
I volontari ENPA Verona
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