DDL 1552: la riforma della caccia che mette a rischio la fauna selvatica
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Il DDL 1552 è il disegno di legge che modifica la legge 157/1992, il principale riferimento italiano per la tutela della fauna selvatica e la disciplina dell'attività venatoria. Dopo l'approvazione in Senato a giugno 2026, il testo è ora all'esame della Camera ed è fortemente contestato da ENPA e da numerose associazioni ambientaliste, che lo considerano un grave arretramento nella protezione della biodiversità.

Perché ENPA è contraria al DDL 1552?
Per ENPA, il provvedimento indebolisce proprio quei principi di tutela della fauna selvatica che dichiara di voler aggiornare. È per questo che la riforma ha acceso uno dei confronti più importanti degli ultimi anni sul tema della biodiversità.
I punti chiave della riforma
Autonomia regionale: maggiore potere alle Regioni nella stesura dei calendari venatori e nella gestione del territorio.
Ruolo dell'ISPRA: il DDL riduce il peso dei pareri tecnico-scientifici dell'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, oggi considerati un riferimento fondamentale per la tutela della fauna.
Richiami vivi: vengono modificate le regole per l'utilizzo e la detenzione dei richiami vivi, distinguendo tra esemplari catturati e allevati: fino a 10 per specie e 40 totali per quelli catturati e inanellati, senza limiti per quelli allevati
Tempi e aree di caccia: il testo apre alla possibilità di ampliare periodi e zone di caccia. Secondo ENPA, ciò potrebbe entrare in conflitto con le direttive europee per la tutela degli uccelli migratori e interessare anche fasi delicate come la nidificazione.
Sanzioni: cambia il sistema delle sanzioni amministrative. ENPA ritiene che alcune rimodulazioni rischino di indebolire la tutela delle specie protette e l'efficacia dei controlli.
Posizioni e Critiche
I favorevoli (Mondo venatorio e sostenitori): ritengono necessario aggiornare una legge in vigore da oltre trent'anni, sostenendo che la riforma offra strumenti più efficaci per la gestione della fauna, la tutela delle attività agricole e la riduzione del contenzioso amministrativo. Riflettiamo: può davvero la caccia diventare uno strumento di regolazione della fauna? Possono i cacciatori essere considerati “bioregolatori” degli equilibri naturali?
Contrari (opposizioni e associazioni animaliste e ambientaliste): denunciano un grave indebolimento delle tutele ecologiche, un conflitto aperto con la normativa UE (Direttiva Uccelli) e un orientamento sbilanciato a favore delle istanze venatorie, a scapito della biodiveristà.
Comunicato stampa di ENPA Nazionale
Caccia selvaggia, Enpa: grazie ai parlamentari che fanno ostruzionismo. Chiediamo al PD di proseguire il suo impegno dalla parte della Natura
Qui riportiamo integralmente la presa di posizione diffusa da ENPA Nazionale sul DDL 1552. Clicca per leggere.
Caccia selvaggia, Enpa: grazie ai parlamentari che fanno ostruzionismo. Chiediamo al PD di proseguire il suo impegno dalla parte della Natura
Roma, agosto 2026 «Per la Natura, per la Costituzione, per la scienza, per gli italiani, per l’Europa. Per quella legge, la 157, che 35 anni fa segnò una svolta nella tutela dei selvatici. Per tutti questi valori chiediamo ai parlamentari consapevoli di proseguire il lavoro di ostruzionismo contro il mostro giuridico della caccia selvaggia che, nonostante tutto, la maggioranza vuole portare avanti fino all’ultimo respiro prima della pausa di agosto, oggi e domani. Sono queste le priorità per il Paese?»
Così Annamaria Procacci, responsabile Fauna Selvatica dell’Ente Nazionale Protezione Animali.
«La vostra opposizione è un baluardo di democrazia, perché la fauna selvatica non è il monopolio di nessuno, ma un prezioso bene comune. Voi rappresentate quella generazione di legislatori, alla quale mi onoro di appartenere, che volle una svolta nella tutela della fauna.
Grazie a tutti i parlamentari che oggi si stanno impegnando nella Commissione Agricoltura della Camera per fermare il mostro giuridico 2984, sul quale si esercita un accanimento venatorio nonostante le totali e generali sconfessioni ricevute a tutti i livelli.
Grazie al Movimento 5 Stelle, ad Alleanza Verdi e Sinistra e ai parlamentari della maggioranza che si stanno spendendo per fermare la deriva sparatutto.
Chiediamo al Partito Democratico di proseguire con forza l’impegno che ha manifestato in Senato nell’opporsi a questa deregulation.
È ingiustificabile, è una forzatura incomprensibile per il popolo italiano l’accanimento con cui si cerca di varare un testo che è contro la Costituzione, la scienza, l’Europa, le Regioni e la cultura della stragrande maggioranza di questo Paese.
Sappiamo tutti che la tutela dell’agricoltura è solo un pretesto, che nel testo non trova alcun riscontro. La finalità è sparare senza regole e per divertimento.
Eppure la biodiversità è in crisi profonda anche per lo stravolgimento del clima. Il negazionismo climatico è il negazionismo della vita naturale.
Grazie a chi è dalla parte della Natura e della pace con la Natura».
Il dibattito sul DDL 1552 non riguarda soltanto la caccia, ma anche gli interessi economici e politici che ruotano attorno alla riforma. Su questo tema proponiamo l'analisi del giornalista Michele Gualano, Direttore Generale e Capo Ufficio Stampa di ENPA Nazionale.
Autore del libro-verità L'ULTIMA TRAPPOLA, con il contributo di Carla Rocchi e Massimo Wertmuller.
Caccia, chi guadagna dalla fine della legge 157: la vera posta in gioco della riforma
Meno dell'1% degli italiani caccia. Eppure il Parlamento sta riscrivendo trent'anni di tutela della fauna selvatica per accontentare quell'1%. Il conto non torna, a meno che non si guardi chi sta davvero dietro il disegno di legge 1552.
Nel libro L'Ultima Trappola si fotografano gli interessi reali che muovono la riforma, oltre la retorica della "gestione della fauna" e della favola del “cacciatore-sentinella” o del cacciatore come “bioregolatore”.
Dietro il testo firmato dai capigruppo di maggioranza si muove un cartello solido - Coldiretti, industria armiera, associazioni venatorie - che da anni lavora per trasformare un hobby residuale in una leva economica e politica.
Il Senato ha approvato il ddl il 23 giugno con 80 voti a 56, e ora il testo è fermo alla Camera, nella commissione Agricoltura, bloccato da oltre un milione di emendamenti e le resistenze interne di Forza Italia. Ma la direzione non cambia: più specie cacciabili, più territorio aggredito, meno vincoli ambientali.
A opporsi non sono solo Enpa e le altre associazioni animaliste e ambientaliste. È la comunità scientifica a certificare che il provvedimento accantona i dati disponibili sulla fauna selvatica per inseguire interessi economici e politici.
Non è un caso isolato: la stessa destra che minimizza la crisi climatica è quella che chiede la deregulation venatoria. La logica è identica: la natura come ostacolo da rimuovere, non come bene da proteggere.
Per chi desidera approfondire il tema, L'Ultima Trappola raccoglie un'inchiesta dedicata agli interessi economici e politici che ruotano attorno alla riforma del DDL 1552. Maggiori informazioni sono disponibili qui: https://www.peoplepub.it/pagina-prodotto/l-ultima-trappola
Dopo il piano legislativo e quello politico, chiudiamo con una testimonianza dal punto di vista scientifico.
L'antropologa e medico legale Cristina Cattaneo racconta in questo breve video perché gli animali sono esseri senzienti e perché la tutela della fauna rappresenta prima di tutto una responsabilità etica e scientifica.
ENPA la ringrazia per aver scelto di sostenere pubblicamente questa posizione.


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