Storie a lieto fine: Olivia

Olivia
Quando entriamo in un gattile, gli occhi cercano quasi sempre i cuccioli più socievoli, quelli che si corrono incontro alla gabbia e cercano subito il contatto, ma c’è un piccolo mondo invisibile, fatto di micini diffidenti, spaventati o nascosti sul fondo della cuccia, che spesso vengono ignorati. Scegliere di adottare un gatto timoroso non è la strada più facile, ma è senza dubbio una delle esperienze più trasformative e ricche d'amore che si possano vivere.
Conosciamo Licia e la micina "spaventatina" che ha deciso di adottare.
1. Ciao Licia, cosa ti ha spinto ad adottare un micino “spaventino”, tra i tanti cuccioli “facili” presenti in gattile?
In realtà ho sempre avuto un debole per i gatti più bisognosi, quelli che difficilmente vengono scelti perché anziani, malati, particolarmente timidi o semplicemente poco inclini a interagire con le persone. Ho iniziato la mia avventura in ENPA Verona nel lontano 2012 e, da allora, questa mia predisposizione si è rafforzata. Mi sono sempre trovata particolarmente a mio agio con i gatti diffidenti, forse perché riesco a comprenderli e ad entrare in sintonia con loro.
Olivia, però, non è stata un’adozione programmata. Era arrivata a casa mia in stallo insieme ai suoi due fratellini. Loro hanno trovato famiglia, mentre lei, piccola e diffidente, ha trovato me. O forse sarebbe più corretto dire che ci siamo trovate a vicenda.
2. Cosa ti ha colpito di lei la prima volta che l’hai vista?
La sua diffidenza, sicuramente. Olivia, detta anche Olly, era una micina piccola, ma già tanto spaventata dal mondo. Sono convinta che esistano legami che nascono immediatamente, un po’ come quegli amori eterni che cominciano al primo sguardo... e con la mia Olly è andata proprio così.
Durante lo stallo ho iniziato a cercarle una famiglia, ma ogni possibile adottante aveva qualcosa che non mi andava bene. Nessuno sembrava mai abbastanza adatto a lei. A un certo punto ho dovuto ammettere a me stessa quello che probabilmente era già evidente: non volevo separarmene. Ci eravamo scelte e, soprattutto, ci eravamo capite.
3. Da quanto tempo Olivia è a casa con te?
Olivia oggi ha 8 anni ed è con me da quando era una cucciola di due mesi. Praticamente abbiamo trascorso tutta la sua vita insieme. In questi anni il nostro rapporto è diventato qualcosa di profondissimo, un legame che faccio persino fatica a descrivere a parole. Lei è la mia ombra e io, in qualche modo, sono il suo unico faro.
4. Come sono stati i primi tempi di convivenza?
Olivia era una cucciola estremamente diffidente e con lei è stato fondamentale rispettare i suoi tempi, senza pretendere nulla. Credo che con i gatti particolarmente timidi l’errore più grande sia voler accelerare le cose. Si vorrebbe accarezzarli, prenderli in braccio, ma quello che per noi è un gesto d’affetto, per loro può rappresentare una fonte di enorme paura.
Con Olly ho sempre cercato di lasciarle la libertà di scegliere quando e come avvicinarsi e, credo, che proprio questa libertà sia stata alla base della fiducia che ha sviluppato nei miei confronti. Ancora oggi, dopo otto anni, ci sono cose che non posso fare con lei, ma questo non significa che il nostro rapporto sia incompleto. Anzi.
5. Hai altri animali in casa? Ce li presenti brevemente?
Nel corso della mia vita ho avuto una decina di gatti, tutti trovatelli. Gli ultimi quattro sono arrivati proprio da ENPA Verona.
Quando ho iniziato a frequentare il gattile, nel 2012, ho chiesto alla responsabile di allora quali fossero i due gatti che avevano più bisogno di una casa. Mi sono stati affidati Tito e Cleopatra, due mici di dieci anni, provenienti da famiglie diverse, che soffrivano terribilmente l’abbandono e la vita in gattile. Sono stati con me per tanti anni: Cleopatra ci ha lasciati a 18 anni e Tito addirittura a 20. Due adozioni che rifarei altre mille volte.
Oggi, oltre a Olivia, vivono con me Maya e Ginger.
Maya ha 6 anni, arriva anche lei da ENPA Verona ed è stata scelta dai miei familiari, che dopo le mie continue adozioni di gatti particolarmente complicati desideravano, per una volta, una micia un po’ più socievole e disinvolta. Insomma, un gatto che si lasciasse coccolare senza dover prima conquistare la sua fiducia per anni!
E poi c’è Ginger, la mia meravigliosa piccola cariatide di 22 anni! L’ho trovata per strada quando aveva appena due mesi ed è una presenza storica della mia vita.
Per tanti anni ho sempre avuto quattro gatti contemporaneamente. Nel 2022, però, è venuto a mancare il mio adorato Roger e, da allora, ho scelto di non accogliere altri mici. Non certo perché sia venuta meno la voglia di adottare, anzi! Ma per rispetto di Ginger, che già nel 2022 era molto anziana e non meritava di vedersi stravolgere abitudini ed equilibri dall’arrivo di un nuovo gatto, che avrebbe inevitabilmente rappresentato un’invasione del suo territorio.
Credo che amare gli animali significhi anche questo: saper mettere da parte il proprio desiderio di accoglierne altri per rispettare il benessere di quelli che condividono già la nostra vita.
6. Nel rapporto con Olivia, cosa dai e cosa ricevi ogni giorno?
Io credo di darle soprattutto sicurezza, rispetto e la certezza che non le chiederò mai di essere diversa da ciò che è. In cambio ricevo una fiducia immensa, che per me vale più di qualsiasi altra dimostrazione d’affetto.
Olivia è la mia ombra. Mi cerca, mi segue, vuole starmi vicino. Quando sono a letto viene spontaneamente a sdraiarsi sopra di me e si fa letteralmente sfondare di coccole, ma guai se provo a prenderla in braccio io! Solo a provarci si terrorizza.
È una contraddizione solo apparente: Olly ama il contatto, purché sia lei a sceglierlo.
Sono l’unica persona della famiglia con cui si lascia andare. Alcuni familiari, ancora oggi, non riescono nemmeno a toccarla. Essere la persona di cui si fida così profondamente è qualcosa che mi emoziona ogni giorno. Non mi interessa che diventi una gatta diversa. Mi basta sapere che, nel suo piccolo mondo, io rappresento un posto sicuro.
C’è una cosa che, dopo tanti anni trascorsi a contatto con i gatti, mi sento di affermare con assoluta convinzione: conquistare l’amore e la fiducia di un animale profondamente timido è una delle soddisfazioni più grandi che si possano provare. Per esperienza personale, oserei dire che è persino più gratificante dell’affetto spontaneo di un animale naturalmente socievole, di quelli che amano tutti indistintamente. Non perché quell’amore valga meno, ma perché con un animale diffidente ogni piccolo gesto di fiducia ha un significato enorme. Sapere che un essere vivente che ha paura del mondo ha deciso, proprio con te, di abbassare le difese, di fidarsi e di lasciarsi andare è qualcosa di indescrivibile.
Essere amati è meraviglioso. Ma essere scelti da chi fatica a fidarsi è un privilegio immenso.
7. Cosa comporta adottare un gattino fobico? Che accortezze bisogna avere?
Significa innanzitutto mettere da parte le proprie aspettative.
Un gatto molto pauroso potrebbe impiegare settimane, mesi o persino anni per acquisire fiducia e alcune paure potrebbero non scomparire mai del tutto. Bisogna imparare a leggere il suo linguaggio, rispettare le distanze, evitare di forzare il contatto e offrirgli un ambiente tranquillo, prevedibile e ricco di nascondigli sicuri. Soprattutto, bisogna accettare che le manifestazioni d’affetto possano essere molto diverse da quelle che siamo abituati ad aspettarci.
Olivia, per esempio, dopo otto anni continua a non tollerare di essere presa in braccio. Quando è indispensabile farlo, come per andare dal veterinario, naturalmente lo faccio, ma nella vita quotidiana rispetto questo suo limite. Non voglio che impari a sopportare qualcosa che la terrorizza soltanto per soddisfare un mio desiderio. La fiducia di un animale così sensibile è una conquista preziosa e va custodita.
8. Qual è la tipologia di adottante per gattini con queste paure innate verso l’umano?
Una persona paziente, tranquilla, sensibile e soprattutto capace di rispettare i tempi e gli spazi dell’animale. Credo sia fondamentale non avere aspettative rigide. Chi adotta un gatto molto timido deve essere consapevole che potrebbe non diventare mai il classico micio espansivo che si lascia prendere in braccio da chiunque. E deve essere disposto ad amarlo comunque.
Non serve necessariamente avere una grande esperienza, anche se un po' aiuta. Serve piuttosto la capacità di osservare, comprendere e accettare. Bisogna essere felici dei piccoli progressi, senza considerarli tappe obbligatorie verso un traguardo prestabilito.
Perché il vero obiettivo non dovrebbe essere trasformare un gatto pauroso in un gatto socievole, ma permettergli di vivere serenamente, sentendosi al sicuro e rispettato per quello che è.
9. Rifaresti la stessa scelta? Perché?
Sempre. Mille volte, senza la minima esitazione.
Amo Olivia follemente. È uno degli esseri viventi con cui ho costruito il legame più profondo della mia vita. Non è una gatta facile, non lo è mai stata e probabilmente non lo sarà mai. Ma non cambierei nulla di lei. Mi ha insegnato che l’amore non si misura in quante coccole puoi fare o ricevere, ma nella fiducia che riesci a costruire. Quando un animale così diffidente decide di affidarsi completamente a te, è una sensazione indescrivibile. Se potessi tornare indietro, sceglierei ancora lei. Sempre lei.
10. Cosa ti senti di consigliare a chi vorrebbe adottare un gatto, in generale, non importa se cucciolo o adulto, ed è titubante?
Di non fermarsi all’aspetto fisico, all’età o alla prima impressione.
Nei gattili ci sono animali meravigliosi che spesso passano inosservati perché non sono cuccioli, perché sono timidi, perché hanno qualche acciacco o semplicemente perché non si fanno notare.
Tito e Cleopatra avevano dieci anni quando li ho adottati. Qualcuno avrebbe potuto considerarli già troppo vecchi e invece abbiamo trascorso insieme altri otto e dieci anni.
Poi c’è stato Roger, il mio adorato Roger, anche lui adottato in un rifugio: un micino timido, uno di quelli che nessuno sembrava voler scegliere, anche a causa di un occhietto offeso che probabilmente, agli occhi di molti, lo rendeva meno desiderabile. Per me, invece, era semplicemente meraviglioso ed è stato amore a prima vista anche con lui.
Consiglierei di parlare con i volontari, raccontare sinceramente le proprie abitudini e aspettative e lasciarsi guidare nella scelta del gatto più compatibile con il proprio stile di vita.
Adottare deve essere una decisione consapevole, perché significa assumersi una responsabilità per tutta la vita dell’animale, anche quando diventa anziano, si ammala o richiede attenzioni particolari.
Soprattutto direi di non cercare necessariamente il gatto perfetto, a volte quelli che sembrano avere più difetti, quelli che nessuno sceglie, sono proprio quelli capaci di regalarti le emozioni più grandi.
Io, del resto, con i miei piccoli catorci ho avuto una fortuna immensa.
Grazie Licia per queste adozioni speciali!
I volontari ENPA Verona





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