L’INSOSTENIBILE BONTA’ DEL LATTE E LE SUE CRUDELI CONSEGUENZE

Partiamo da un assunto molto semplice, nessun tipo di latte, vegetale o animale, è nutrizionalmente indispensabile all’uomo (ad eccezione del latte materno per il lattante).


In particolare, i nutrienti presenti nel latte vaccino (in primis il calcio) possono essere assunti in quantità adeguate da altri cibi (latte vegetale addizionato con calcio e vitamine, tofu, verdura, legumi, frutta secca). Dovrebbe consolidarsi quindi il concetto che il latte è un alimento NON essenziale dopo lo svezzamento e, come tale, va consumato: in piccole quantità, se gradito .


Ma allora come mai nell’UE-28, solo nel 2018, si sono macellate nelle filiere della carne e del latte circa 8 milioni di vacche e sono stati prodotti circa 160 milioni di litri di latte vaccino (con Germania, Francia e Paesi Bassi a farla da padroni ) ?


Eppure qualche dubbio dovrebbe venirci quando seduti in poltrona a guardare la pubblicità, ci accorgiamo che l’UE regala soldi agli allevatori per

promuovere i loro prodotti basati su sofferenza e morte.

A questo punto possiamo quindi imparare la prima regola :

ogni volta che gli allevatori vengono finanziati per promuovere i loro prodotti di morte, noi dobbiamo rispondere aumentando il nostro impegno per la diffusione vegana.


Ma prima di arrivare alla sofferenza patita dalle vacche e i loro cuccioli negli allevamenti intensivi ( stessa sorte per capre, bufale, pecore ecc... ) per produrre alimenti non necessari, se non addirittura nocivi al nostro organismo, dovremmo preoccuparci anche delle conseguenze ambientali di questa economia di scala. Inquinamento delle falde acquifere, nitrati nei fiumi e canali di irrigazione, azoto ed effetto serra, consumi idrici enormi, mettono a repentaglio il nostro stesso habitat in nome di un finto progresso che pagheremo a caro prezzo. Non è catastrofismo ambientalista e non serve scomodare il terrorismo animalista, basta sapere che ogni giorno l’industria alimentare, che ha nella produzione del latte uno dei suoi pilastri (il latte, visto il basso costo economico, è “ovunque” … ) produce cibo per 13 miliardi di persone, il doppio di cui avremmo bisogno…. Possiamo affermare che il latte è utile solo a chi ne trae profitto.

Ma come può questo mammifero produrre tutto questo latte ?

Perchè producano una quantità sufficiente di latte, le mucche devono partorire un vitello tutti gli anni, a partire dall’età di due anni e vengono di solito inseminate artificialmente tre mesi dopo aver figliato. I vitelli dopo pochi giorni vengono allontanati dalla madre, il che rappresenta uno stress enorme sia per la mucca sia per il vitello perchè sono molto legati tra loro. La madre a volte, nei giorni successivi la separazione, continua a muggire chiamando il suo piccolo.

La razza bovina Holstein, specializzata nella produzione di latte, è la razza più diffusa in Italia. Le vacche da latte “ad alto rendimento” sono spesso soggette a problemi di zoppie, mastiti e altri disturbi funzionali. Mentre una mucca che allatta (allevata per la sua carne) produrrebbe naturalmente circa 4 litri di latte al giorno, una mucca da latte produce in media 28 litri di latte al giorno per un periodo di 10 mesi. Durante il picco di lattazione, le mucche da latte ad alto rendimento possono arrivare a produrne fino a 60 litri al giorno e fino a 12.000 litri nel totale della loro lattazione. Le mastiti (infezioni delle mammelle) e i problemi di fertilità sono frequenti. Visto l’intenso ritmo di produzione imposto alle mucche da latte, questi animali hanno un’aspettativa di vita produttiva molto breve. Le mucche da latte vengono generalmente abbattute molto presto, in media dopo la loro terza lattazione.

Allo stato naturale, una mucca da latte potrebbe vivere fino a 20 anni.


Come possiamo vedere, motivazioni per ridurre e magari eliminare completamente il latte ed i suoi derivati dalla nostra alimentazione ci sono, sono motivazioni etiche ecologiste e salutiste, forse difficili da metter in pratica, ma il futuro ci chiede questa nuova coscienza.

​​

Vuoi aiutarci a promuovere le nostre inchieste e le nostre iniziative a favore della tutela degli animali? DIVENTA SOCIO o VOLONTARIO ENPA.


0 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti

E.N.P.A. Sez. Verona (Partita I.V.A. 02125341004)  -  Codice Fiscale 5X1000: 80 116 050 586

Codice IBAN: IT14 E030 6911 7141 0000 0009 243 Istituto bancario "INTESA SAN PAOLO S.P.A."

- Piazza Madonna di Campagna, 18   37132 San Michele Extra (VR) - Intestazione: "ENPA Verona"