RETE SANTUARI DI ANIMALI LIBERI IN ITALIA:Fattoria della Pace Ippoasi Onlus (San Piero a Grado - PS)


Enpa Verona con questa prima intervista entra a piccoli passi all’interno dei santuari di animali, luoghi non violenti per antonomasia dove la vita, il rispetto e la dignità, che per molti animali parevano perduti per sempre, trovano il giusto riscatto, lasciandosi alle spalle orribili ricordi fatti di violenze e soprusi. Questo primo viaggio lo facciamo con Susanna, volontaria di Ippoasi, impossibile rimanere indifferenti ascoltando le sue parole.



Cos'è un santuario e perché nasce?

Ippoasi è un rifugio per animali liberati da condizioni di sfruttamento e oppressione. Preferiamo di gran lunga il termine “rifugio” a “santuario”, poiché ci rispecchia maggiormente. Gli animali che abitano Ippoasi, infatti, sono veri e propri rifugiati, individui che fuori da questo luogo non avrebbero alcuna possibilità di sopravvivere, in un mondo che li vede solo come corpi che non contano, sui quali lucrare. Lo scopo di un rifugio antispecista è proprio quello di dare una casa perpetua a quegli animali non umani definiti “da reddito”: tutti quegli animali che vengono mercificati e sfruttati sistematicamente per produrre carne, pesce, latte, uova, pellame, ecc... Nei rifugi vivono quindi mucche, maiali, capre, pecore, galline, anatre, oche, cavalli, asini, conigli... I rifugi esistono per arginare un’emergenza che dura da millenni: quella del genocidio animale, che ha proporzioni gigantesche e che continua incessantemente mentre noi continuiamo a condurre le nostre esistenze. Il rifugio è per noi quindi un luogo di cura, dove animali maltrattati e sottratti alla macellazione possano tornare a riappropriarsi delle proprie esistenze, vivendo il più possibile secondo la propria natura, riprendendosi dai traumi fisici e psicologici, in spazi adeguati, mangiando cibo di ottima qualità e godendo della compagnia di individui della propria specie. Nei rifugi come Ippoasi gli animali non umani si emancipano da qualsiasi dinamica di sfruttamento: moriranno di vecchiaia, non finiranno nei piatti di nessun*, né saranno costretti ad intrattenere chi li conosce. Ippoasi è per noi anche uno spazio politico, un luogo non solo di pratiche quotidiane ma anche di riflessioni, di divulgazione, di messa in discussione di molte dinamiche di potere.


Che animali ospitate?

Ippoasi non ospita nessun animale, bensì è la casa di circa 100 animali. Come scritto sopra, qui abitano animali cosiddetti “ex da reddito”. Ippoasi nasce però dalla riconversione di un maneggio, l’ultimo che i due fondatori abbiano gestito, avvenuta dopo un lungo percorso di riflessione. A seguito di esso entrambi i fondatori hanno compreso quanto sbagliata fosse la loro relazione con i cavalli, basata su una forma tossica e distorta di “amore”. I 12 cavalli che vivono al rifugio, infatti, non vengono montati, ferrati o costretti nei box da più di un decennio.

​​Come vi strutturate e finanziate?

Ippoasi è un’associazione di volontariato, nata nel 2010 e gestita da un collettivo che negli anni è cresciuto e si è modificato. Ospitiamo moltissimi volontari, di zona ma anche provenienti da tutta Italia e da tutto il mondo. L’anno scorso, per esempio, diverse persone ci hanno raggiunte dalla Corea del Sud, con il sogno di aprire il primo rifugio per animali in assoluto. Hanno fatto una lunga esperienza di volontariato, imparato molte cose e, tornate a casa, ce l’hanno fatta! Per noi è stata una grande emozione. Tutti i rifugi antispecisti si autofinanziano, poiché nessuno riceve sostegno da istituzioni ed enti pubblici. Diciamo sempre che i pilastri fondamentali per noi sono, appunto, il volontariato attivo e le donazioni private. Oltre alle donazioni libere è possibile, per esempio, adottare a distanza gli animali rifugiati, aiutandoci mensilmente a coprire le spese alimentari. Organizziamo eventi benefit, visite guidate nei week end, abbiamo uno shop online dove è possibile acquistare gadgets, come felpe, magliette e calendari. Come per tutte le associazioni si può devolvere il 5x1000. Qualsiasi forma di sostegno, anche la più piccola, è per noi fondamentale, dal momento che per mantenere il rifugio e gli animali che lo abitano dobbiamo affrontare spese mensili che variano dai 6000 ai 10.000 euro.


Cosa vi piacerebbe trasmettere alle persone che vengono in visita da voi?

Le visite guidate ad Ippoasi aspirano ad essere momenti di incontro, di profonde riflessioni e di conoscenza diretta. La maggior parte delle persone che vengono in visita non hanno mai visto un maiale o una mucca libere, un branco di cavalli fuori dai box e non hanno mai pensato che la maggior parte delle nostre pratiche siano di dominio e oppressione nei confronti delle altre specie. Cresciamo con l’idea che sia normale e giusto uccidere e sfruttare gli altri animali, e ovviamente in un rifugio ci si scontra con la verità: non è così.


Avete progetti particolari x il futuro?

Il nostro progetto per il futuro? Veder nascere sempre più rifugi antispecisti! Scherzi a parte, per ogni realtà come la nostra andare avanti è davvero complesso. Le emergenze da gestire sono continue, lo spazio e le risorse sempre meno. C’è bisogno di più militanza, di più coraggio, di voglia di sporcarsi le mani: d’altronde “la rivoluzione non è un pranzo di gala” - Cit Mao Tsé-Tung


Associazione di Volontariato - Fattoria della Pace Ippoasi ONLUS Via Livornese, 762 - 56122 San Piero a Grado (PI) Per saperne di più: www.ippoasi.org



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