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UN MICIO IN STALLO

Mi chiamo Irene, ho 33 anni e sono un`insegnante di scuola dell`infanzia. Cinque anni fa ho iniziato il mio percorso da volontaria nei due gattili di ENPA VR e da un paio di anni anche l`esperienza dello stallo casalingo, soprattutto nel periodo estivo in cui purtroppo si trovano ancora tanti cuccioli abbandonati, frutto di mancate sterilizzazioni.

Ma cosa significa proporsi per lo stallo di un gatto per un`associazione, in questo caso ENPA VR? Significa innanzitutto permettere a un trovatello, cucciolo o adulto che sia, di lasciare la strada. Significa donare cure, cibo e attenzioni, in attesa che il micio sia pronto ad entrare in gattile e trovare una famiglia. Lo stallo implica sicuramente la valutazione del tempo che si ha a disposizione per occuparsi del gatto o, in caso di cucciolate, anche di più mici contemporaneamente. E` poi necessario conoscere il mondo dei gatti, anche per questo io ho iniziato a fare stalli dopo qualche anno di volontariato, che mi ha permesso di entrare più in confidenza con il mondo felino e di iniziare questa nuova esperienza con una maggiore consapevolezza. Da parte dell`associazione, è assicurato il supporto veterinario e il sostegno economico per cibo e medicinali.

Quando, un paio di anni fa, mi sono trasferita in una nuova casa con una stanza in più adibita a studio, ho pensato subito potesse essere perfetta anche per ospitare qualche cucciolata nel periodo estivo. Non ho fatto in tempo a pensarlo che sono arrivati i primi due ospiti, seguiti dopo un paio di giorni dal terzo fratellino.

Caroline, Ross e Joyce: tre piccoletti di poco più di un mese, ancora non in grado di mangiare da soli. E` stata davvero un`emozione portarli a casa, con un po` di paura di non essere all`altezza. E invece, tra sveglie notturne per la pappa e tante, tante, tante coccole, sono cresciuti benissimo e tutti e tre hanno trovato delle splendide famiglie!

Subito dopo è arrivata Ludo, una bellissima cucciola trovata da mia sorella in un parcheggio: una micia-pappagallo, che adorava stare sulle spalle e mi seguiva dappertutto! E` stata una sorpresa quando, arrivata in gattile al momento della sterilizzazione, si è scoperto che in realtà era un maschietto! Anche lui ha trovato uno splendido papa`, che gli ha pure dedicato un profilo Instagram.

Dopo due stalli in linea di massima senza grandi difficolta`, arrivano loro: due micette spaventatissime e arrabbiatissime! Le accolgo con tranquillità, certa si sarebbero presto tranquillizzate. Dafne e Iside. Loro sono state davvero una bella sfida, e il mio più grande orgoglio. Per il primo mese non si sono fatte avvicinare, soffiavano e ringhiavano, sempre nascoste in un angolino della stanza in mezzo alle mie scarpe. Dedicavo loro molto tempo, tutti i giorni: erano in perfetta salute, ma volevo con tutto il cuore che iniziassero a fidarsi un po` di me. Piano piano, molto piano, Iside, che era la più arrabbiata ma anche la più coraggiosa, ha iniziato ad avvicinarsi quando le allungavo qualche premietto gustoso.

Poi, con il gioco sono riuscita catturare la loro attenzione, e dopo un paio di mesi entrambe non si nascondevano più al mio ingresso in stanza, stavano a distanza ma giocavano tantissimo con me. Un giorno, indimenticabile, la svolta più importante: allungo come sempre una mano verso Iside e lei questa volta si lascia toccare. Senza soffiare né ringhiare lei, senza quasi respirare io, riesco a coccolarla un po'. Da quel momento, ha iniziato ad apprezzare sempre di più le coccole e ad avvicinarsi a me con tranquillità e curiosità. Dafne non si lasciava ancora toccare, ma giocava e si avvicinava con sempre maggiore coraggio. Ormai erano cresciute ed era arrivato il momento per loro di conoscere altri umani e trovare una famiglia, così sono entrate in gattile. C’è voluto un po` di tempo affinché si ambientassero, ma ogni volta che andavo a trovarle, Iside era sempre più rilassata e soprattutto era diventata una gran coccolona!

Ora Iside ha una splendida famiglia, la sua mamma è stata così gentile da invitarmi a casa loro. Sono andata a trovarla ieri, ho conosciuto la sua mamma e ho trovato una Iside serena, tranquilla, che riposava nella sua bella cuccia. Non so se se mi ha riconosciuta, ma io non potrò dimenticarla mai: a volte faccio ancora fatica a credere alla sua trasformazione, da cucciola arrabbiatissima a splendida micia coccolona! Sua sorella Dafne è ancora in gattile, inizia ora ad apprezzare le coccole di qualche volontario e ogni tanto si fa prendere anche in braccio. Sono fiduciosa, prima o poi sarà pronta anche a lei ad andare a casa e a godersi tutte le coccole che merita.

Dopo Dafne e Iside, l`estate successiva arrivano Nathan (in realtà poi Natalie), Noelia e Nishel. Tre piccolette con gli occhietti incrostati e il pancino gonfio, diventate poi tre splendide cucciole che hanno trovato casa.

Portate loro tre in gattile, arriva Poldo, un cucciolo magrolino tutto orecchie, che ben presto si è trasformato in un cucciolone cicciotto e instancabile giocherellone! Adottato anche lui, ora ha una dolcissima cagnolina come sorella maggiore.

Queste mie esperienze, tutte positive, sono state la conferma che proporsi per gli stalli è un`avventura impegnativa ma bellissima. E il cuore in tutto questo? Eh… Ne è rimasto un pezzo in ogni cucciolo, inevitabilmente. Piango ogni volta che porto un micio in gattile, dopo che abbiamo passato un po` di tempo insieme affezionarsi è inevitabile. Ma sono certa di aver fatto tutto il possibile per loro e che troveranno presto una famiglia. E poi ho le mie due bambine a casa, Mirtilla e Belle, che per fortuna non amano molto i loro simili e mi impediscono così di adottare ogni micio che teniamo in stallo! Teniamo, si, perché loro due sono speciali e, anche se ogni tanto mi devono dividere con qualche ospite, sono tranquille perché sanno che amo loro sopra ogni altra cosa e prometto loro tutte le volte che chi è arrivato in quella stanzetta non resterà…e almeno per il momento sono riuscita a mantenere la promessa!

Mentre scrivo questo articolo, sono qui in stanza con il mio ultimo stallo: Ariel. E` una micia che ho trovato nei campi vicino casa mia, insieme ai suoi cinque cuccioli. Non conosco la loro storia, forse un abbandono.

Sono riuscita presto a conquistare la sua fiducia e a portare tutta la famigliola da me. I piccoletti non sono più qui, qualcuno è già a casa, qualcuno in gattile e la troverà presto. Lei è ancora con me, ha da poco finito il protocollo necessario e a breve entrerà anche lei in gattile. E` stata una mamma perfetta per i suoi cuccioli, ha un carattere timido ma si è rivelata una super coccolona, “impastatrice” e giocherellona! Non avrà problemi a trovare presto una famiglia, ne sono certa, ma mentre la guardo scende inevitabilmente qualche lacrima. So che è la cosa giusta, che non posso certo adottare tutti i mici che tengo in stallo, che così facendo ne posso aiutare di più. Mentre giochiamo o ci coccoliamo, come ho fatto con tutti gli altri, mi ripeto tutto questo. E` la parte più difficile del fare gli stalli, prendersene cura e poi vederli andare via. Ma non smetterò per questo, perché è più forte la consapevolezza dell`immenso aiuto che ho dato ad ognuno dei mici che sono stati a casa mia, e che ora hanno o avranno presto una casa, coccole e amore.

Ecco cosa serve alla fine per tenere un gatto in stallo: amore. Un po` di esperienza del mondo felino. E la consapevolezza che aiutare chi ha più bisogno è la cosa giusta da fare.

Lei è Ariel, ispiratrice e co-autrice di questo articolo



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